Gli investimenti finanziari a lungo termine: il valore dell’illiquidità

L’italiano medio è da sempre orientato verso “investimenti sicuri” e a “rendimento certo”. Trattasi dei famigerati Titoli di Stato che, anche se a volte posizionati su un orizzonte temporale più lungo (Btp), consentono di poter vendere in qualsiasi momento e godere di una cedola fissa e soprattutto della restituzione del capitale alla scadenza.

Per la maggior parte dei risparmiatori il portafoglio deve essere posizionato su un orizzonte temporale breve e deve essere facilmente liquidabile in quanto deve eventualmente far fronte agli innumerevoli inconvenienti che possono presentarsi. L’avversione al “vincolato” che impedisce l’utilizzo delle somme in casi di necessità ha sempre vinto sulla possibilità di ricevere guadagni extra dagli investimenti di lungo periodo. Ci si è per certi aspetti limitati ad avere guadagni minori, ma mantenendo le disponibilità liquide o liquidabili in poco tempo.

Le cose però sono cambiate e come in tutte le fiabe che si rispettino sono arrivati i cattivi: mostri a tre teste che hanno turbato la serenità e la spensieratezza del povero risparmiatore. I mostri, in questo caso, sono i tassi negativi e i rendimenti vicini allo zero che, conditi con un’inflazione in crescita, portano inesorabilmente all’erosione del patrimonio finanziario. E allora che si fa? Rimaniamo a guardare, anno dopo anno, vedendo disintegrare i nostri risparmi o cerchiamo delle soluzioni? La soluzione c’è e se vogliamo che la nostra fiaba finisca con un lieto fine bisogna uscire dalla nostra comfort zone e modificare radicalmente il nostro orizzonte temporale alla ricerca di rendimenti decisamente più significativi.

Dobbiamo, quindi, rinunciare alla disponibilità nell’immediato dei nostri risparmi (o di una parte di essi) e proiettarci verso le logiche del long term opportunities (opportunità di lungo periodo). Di cosa parliamo? Parliamo di investimenti in economia reale, ossia investimenti nei mercati privati che mettono in evidenza il valore delle imprese e il loro potenziale di crescita. Ecco, quindi, che non si investe più nell’aleatorietà dei mercati, ma in progetti specifici e selezionati dagli occhi attenti di un team di professionisti in grado di valutare aziende di successo e progetti specifici di crescita e, parallelamente, promuovere nuove opportunità di investimento. Quella illiquidità (impossibilità di disporre delle proprie somme per un orizzonte temporale di 5-10 anni) che ha sempre rappresentato un limite per l’investitore diventa oggi una opportunità da cogliere per poter avere performance positive.

Nei Paesi più evoluti gli investimenti nei mercati privati sono una realtà ormai consolidata. Nel Regno Unito nel 2021 sono stati effettuati investimenti per 32,4 miliardi di euro, in Francia 1,6 miliardi, in Germania 16,2 miliardi, in Spagna 6,6 miliardi e in Italia nel 2021 è stata superata la soglia psicologica del miliardo attestandosi a 1.243 miliardi, più del doppio rispetto ai 596 milioni del 2021. In Italia ci sono enormi opportunità, basti pensare che ci sono 130mila Pmi che hanno da 10 a 50 dipendenti e oltre 700mila micro-imprese con 3-9 addetti. Gli investimenti in economia reale sono il futuro, anzi sono il presente e bisogna assolutamente comprenderne il valore per poter sfruttare a pieno le opportunità e le potenzialità, alla ricerca del nostro lieto fine.