Btp, domanda oltre i 65 mld per il nuovo 10 anni

Ordini a oltre 65 miliardi di euro contro i 10 miliardi collocati, e un rendimento in rialzo a 0,96 per cento. Sono le coordinate con cui il Tesoro ha piazzato sul mercato la prima tranche del nuovo Btp decennale, un collocamento tramite sindacato di banche che fa da apripista per lo sbarco sul mercato più ampio, quando la nuova emissione, scadenza 1° dicembre 2031, con sufficiente liquidità andrà a sostituirsi come “benchmark” al vecchio decennale di riferimento, scadenza agosto 2031.

I dettagli sulla domanda – quantificata da fonti di mercato – arriveranno dal Tesoro domani. Il prezzo è 99,923 che, con una cedola dello 0,95% pagata in due tranche annue equivale a un rendimento dello 0,96%, via via ridotto nel suo spread rispetto al “vecchio” benchmark. Ma già dai dati a disposizione è evidente una richiesta degli investitori solida – oltre 65 miliardi, appunto, sui livelli di una simile emissione dello scorso febbraio – ma lontana dal “boom” di un anno fa, che aveva visto ordini record per quasi 110 miliardi. Il rendimento, sempre sotto l’1%, è ben al di sopra dei livelli storicamente bassi dello scorso inverno, quando l’emissione del precedente decennale sindacato si era fermata a 0,604%.

L’emissione – tramite i cinque lead manager Bnp Paribas, Crédit Agricole, Goldman Sachs, HSBC e Imi-Intesa Sanpaolo e dai restanti specialisti in qualità di co-lead manager – è lo specchio delle mutate condizioni di mercato, che di fronte alla ripresa, alle avvisaglie di inflazione che oltre Atlantico fanno parlare di un’inversione di rotta della Fed, stanno pian piano ridimensionando la corsa degli investitori verso i titoli di Stato, e dentro di essa il premio di buoni rendimenti – con la garanzia dell’euro – offerto dall’Italia. Lo spread però è relativamente stabile, oggi a 109 da 111 di ieri nonostante una settimana con parecchia offerta di titoli europei fra cui 7,75 di Btp giovedì, giorno in cui i mercati cercheranno spunti dalla Bce: l’Italia, anche a questi livelli, continua ad ogni emissione ad abbassare un pezzo per volta il costo medio del suo debito. Consolidandone la sostenibilità, sia pure con l’ombrello della Banca centrale europea.