Quando si racconta l’agricoltore, il rischio più insidioso è la retorica. Il Giardiniere dell’Eternità, il nuovo libro di Antonino Sala, mette in chiaro le sue intenzioni: un tributo che accoglie tutte le contraddizioni, la durezza, il peso della fiscalità e la fragilità di un’impresa esposta a variabili che nessuna volontà individuale può dominare pienamente.
L’autore è riuscito, sapientemente, a portare l’attenzione dei lettori su un capitolo importante della storia agraria italiana. Nel Settecento, le grandi accademie hanno trasformato l’agricoltura da un sapere tramandato da padre in figlio a una disciplina scientifica. Le istituzioni dello Stivale – in primis le scuole di Palermo e Firenze – hanno anticipato di secoli la sintesi tra sapienza pratica e rigore scientifico, che oggi chiamiamo “innovazione”. Dal volume di Sala si evince come la modernizzazione del settore primario sia stata, nei secoli, la coerente prosecuzione della tradizione contadina. L’autore ha ricordato l’intuizione di Paolo Bonomi, fondatore della Coldiretti: un’organizzazione autonoma che per la prima volta riconobbe a milioni di famiglie agricole lo statuto pieno di categoria lavoratrice. “È una pagina di storia che chi opera oggi nel mondo agricolo non dovrebbe mai considerare acquisita una volta per tutte, perché quella battaglia per la dignità si rinnova a ogni generazione, in forme diverse ma con la stessa posta in gioco”, ha scritto Coldiretti Sicilia in una nota.
L’agricoltura, nel libro di Sala, è l’operazione trasformata del caos naturale che ha fondato, nel senso più alto del termine, la polis per come la intendiamo noi. Una tesi che parla all’Italia dei nostri giorni: un Paese i cui borghi si spopolano e i cui campi vengono abbandonati. Un Paese sostenuto, allo stesso tempo, da una rete di piccole aziende che tengono insieme paesaggio e comunità. Il momento più alto del volume è quando l’autore chiama in causa Gustave Thibon. Il filosofo-contadino francese che invita tutti ad essere “giardinieri dell’eternità”. La terra coltivata e chi la custodisce sono il fondamento materiale e morale della civiltà. La fatica degli agricoltori italiani non è solamente economica. La frenesia delle scadenze quotidiane, i prezzi, i bandi, le scartoffie della Pac finisce spesso per offuscare l’atto storico di chi lavora nei campi. “È un libro che non insegna tecniche né propone soluzioni pratiche, ma afferma la fierezza operosa di chi quella fatica la vive ogni giorno, spesso senza il riconoscimento che merita”, ha dichiarato Coldiretti Sicilia.
Il nuovo libro di Antonino Sala è un manifesto culturale dell’agricoltura, in cui si intrecciano radici, tesi, memoria, tecnologia e innovazioni. L’agricoltore è, in fin dei conti, il protagonista consapevole del mondo che verrà.
(*) Antonino Sala, Il Giardiniere dell’Eternità. Agricoltura tra Terra e Cosmo, 2026, 92 pagine, 15 euro
Aggiornato il 04 novembre 2026 alle ore 16:34
