Il tappeto rosso della Festa di Roma vedrà protagonisti numerosi divi hollywoodiani e una nutrita presenza del cinema italiano. Su tutti, si stagliano i premi Oscar Javier Bardem a Julianne Moore, a cui andranno i premi alla carriera. La kermesse capitolina, giunta alla sua ventunesima edizione, prende il via oggi per concludersi il 25 ottobre. Come sempre, il festival si snoderà in vari luoghi della città, mantenendo il fulcro all’Auditorium Parco della musica. Non mancano film e serie internazionali che arriveranno corredati di divi. Ad esempio, The debut di Jesse Eisenberg con Julianne Moore (in un nuovo ruolo da Oscar) e Paul Giamatti. Jenna Ortega arriverà per Klara e il sole di Taika Waititi, dove interpreta un’androide. Il debutto mondiale della seconda stagione della serie su uno studio legale di avvocate divorziste, All’s Fair, sarà accompagnato dalle interpreti Kim Kardashian, Naomi Watts, Niecy Nash-Betts, Sarah Paulson. Sandra Huller presenterà Ingeborg Bachmann – Someone who was once me di Regina Schilling. Paul Bettany ci sarà per la serie Marvel Vision Quest. E ancora, tra gli altri, Deva Cassel per la prima mondiale di Le Fantôme de l’Opéra di Alexandre Castagnetti e autori come Rodrigo Sorogoyen (L’essere amato) e Pawel Pawlikowski (Fatherland), al centro anche di due masterclass.
Alla Mostra del cinema di Venezia, nel concorso principale, c’erano solo due registe in gara su 21 titoli, qui invece, nel concorso internazionale di Progressive Cinema, sono sei su 18. Fra queste Susanna Nicchiarelli con Giorni felici, adattamento live action della graphic novel fantasy di Zuzu e Kasia Smutniak, con il documentario Mustang, nel quale l’attrice e regista ripercorre il viaggio compiuto nel 2003 in Nepal insieme al compagno di quegli anni Pietro Taricone, scomparso nel 2010. Con loro a rappresentare l’Italia c’è Brianza di Simone Catania, sul percorso verso l’illegalità di un imprenditore in crisi. “Le registe donne ci sono, anche se non ancora nella percentuale che vorremmo”, ha sottolineato la direttrice artistica della Festa, Paola Malanga. A Roma, peraltro, ci sono sempre state, basti pensare a Paola Cortellesi che aveva debuttato (con la sua opera prima da regista C’è ancora domani) proprio qui”.
Tanti i film italiani anche nelle sezioni Grand Public e Freestyle: si va dal biopic su Pino Daniele, Je so’ pazzo di Nicola Prosatore alle commedie Il ministero dell’amore di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, con Pif, Corrado Guzzanti, Angela Finocchiaro, Alessandra Mastronardi e Noi, un po’ meglio di Daniele Luchetti, con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta; Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann, con Fanny Ardant; il film su Giulia Cecchettin, Se domani non torno, di Paola Randi (presentato con Alice nella città); il giallo Una sera a Roma di Enrico Vanzina. È particolarmente numerosa la serialità di produzione italiana presente: la Rai mostra 177 giorni. il rapimento di Farouk di Carlo Carlei con Marco Bocci; la storia del giovane magistrato ucciso dalla mafia in Livatino – Il giudice e i suoi assassini di Michegle Placido; La famiglia Panini – L’avventura delle figurine di Letizia Lamartire, con Serena Rossi. Tra le altre, Hbo Max presenta Melania Rea di Stefano Mordini sul femminicidio avvenuto nel 2011 e Netflix la crime comedy Chiaroscuro di Jan Maria Michelini, con Pierpaolo Spollon.
Per la musica ci saranno nomi come Jovanotti, per il suo ritratto, Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti di Dario Zonta e Carlo Zoratti, e Morgan con il viaggio nel suo universo creativo e personale firmato da Francesco Fei e Consuelo Moschella, Non importa dove. Spazio anche allo sport con Daniele De Rossi per la docuserie Radici di Nicola Ravera Rafele, e Federica Brignone per il documentario Federica – l’ultima olimpiade di Federico Gariboldi e Paolo Novelli. Sotto i riflettori anche il cinema italiano a partire dal film d’apertura, Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese. “Il sindaco Gualtieri ci aveva chiesto una Festa sempre più metropolitana e allargata alla città e quest’anno siamo arrivati al massimo di sempre”, ha detto Salvatore Nastasi, presidente della Fondazione Cinema per Roma. L’anno scorso abbiamo fatto 100mila presenze, quest’anno penso faremo di più non solo perché abbiamo più luoghi, ma per la qualità del programma”.
Aggiornato il 13 ottobre 2026 alle ore 14:42
