Carrara, “Le signore dell’arte” arrivano a Palazzo Cucchiari

Puntare i riflettori su un universo artistico inesplorato a cavallo tra XIX e XX secolo è l’obiettivo del curatore Massimo Bertozzi. Per generare uno “sguardo di genere”, a Carrara va in scena una mostra dal titolo Le signore dell’arte. Un’esposizione visibile ai visitatori di Palazzo Cucchiari, dal 26 giugno al 25 ottobre. Figurano 131 opere firmate da 42 artiste, con tre dipinti di Giacomo Balla e 4 opere di Felice Casorati. Bertozzi presta un’attenzione particolare sulla parità di genere nell’esprimere il talento artistico. Vi è, inoltre, la volontà di richiamare l’attenzione del pubblico sul “valore” e quindi il “peso” dei rapporti familiari nella formazione e nell’affermazione delle artiste italiane. Con l’intenzione di rimarcare la bellezza di un cambiamento della loro condizione sociale e artistica che va affermandosi non solo nel campo dell’arte ma anche della letteratura tra metà Ottocento e metà Novecento. Tra le opere si segnalano quelle di Antonietta Raphael, moglie di Mario Mafai, prima pittrice e poi scultrice, che con Scipione (Gino Bonichi) fonda la Scuola romana. Artista di respiro a livello europeo, è definita da Cesare Brandi “l’unica scultrice italiana”. Nella mostra di Carrara si può ammirare una delle sue opere più famose: Mario nello studio Omaggio a Mafai, dipinta nel 1966 e proveniente dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, che appare come un ricordo visionario del marito artista nell’atto di dipingere, a sua volta, una modella.

È presente anche l’Autoritratto di Adriana Pincherle del 1932, ora nella Collezione dei ritratti della Galleria degli Uffizi. Moglie di Onofrio Martinelli, si ispira dipingendo alle opere di Henri Matisse. Per tutti è la sorella maggiore di Alberto Moravia. Nonostante sia di buona famiglia, non ama mai la mondanità dei salotti romani, e va a vivere a Firenze. Spazio anche per Leonor Fini, pittrice, scenografa, costumista, scrittrice, illustratrice e disegnatrice italiana, nata a Buenos Aires nel 1907. Una donna libera ed eclettica, anticonformista, unica pittrice surrealista italiana. Vissuta a Parigi, nello stesso periodo di Dalì e di molti altri artisti, e nel 1932 intrattiene una relazione con lo scrittore e drammaturgo André Pieyre de Mandiargues. Pur essendo di formazione artistica italiana, rifiuta sempre i canoni novecenteschi dell’arte tricolore e si sposta a Parigi, dove diventa una delle protagoniste della Seconda metà del secolo breve. Nella mostra curata da Massimo Bertozzi vedremo il Ritratto del giovane scrittore André de Mandiaugues. Sono 131 le opere a Palazzo Cucchiari, tra dipinti, sculture provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche italiane: tra gli enti prestatori infatti figurano il Quirinale, la Camera dei deputati, la Banca d’Italia, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Sabauda di Torino il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, oltre a numerose gallerie e collezioni pubbliche e private.

(*) La foto riproduce il dipinto Mario nello studio Omaggio a Mafai (1966) di Antonietta Raphael

Aggiornato il 09 giugno 2026 alle ore 11:12