All’affaire Warner Bros-Paramount si aggiunge un nuovo capitolo. La fusione è stata approvata dagli azionisti della società di Burbank “a larghissima maggioranza”. Si tratta di un’operazione da 110 miliardi di dollari che promette di riconfigurare radicalmente il panorama dei media. È stato invece bocciato il “paracadute d’oro” all’amministratore delegato di Warner Bros. Discovery David Zaslav, un maxi-compenso da 500 milioni di dollari. La nuova entità, che deve ancora ricevere l’imprimatur delle autorità regolatorie sia a Washington che in Europa, includerà Cnn, Cbs, Hbo e Nickelodeon, oltre ad alcune delle franchise più preziose di Hollywood, tra cui Harry Potter, Trono di spade, l’universo Dc, Mission: Impossible e SpongeBob SquarePants. Cresce però la fronda a Hollywood: Robert De Niro, Sofia Coppola, Holly Hunter e altre tremila celebrità si sono unite ai mille che a metà aprile avevano firmato una lettera aperta contro l’acquisizione argomentando i rischi che potrebbe provocare per i posti di lavoro, le ricadute economiche sui consumatori e una diminuzione del numero di film e serie tv prodotte ogni anno. Un timore che Paramount aveva cercato di smentire affermando di essere impegnata a distribuire 30 film all’anno nelle sale e che la società nata dalla fusione avrebbe approvato “un maggior numero di progetti, sostenendo idee audaci e portando le storie al pubblico su una scala davvero globale”.
L’appello era stato lanciato il 13 aprile con, tra i firmatari, star come Jane Fonda, Joaquin Phoenix e Ben Stiller: a oggi gli aderenti hanno raggiunto quota 4.194, inclusi oltre 75 tra vincitori e candidati agli Oscar. Intanto però l’acquisizione ha fatto un importante passo avanti: “Il voto degli azionisti è un’altra tappa fondamentale verso il completamento di questa storica operazione che genererà valore eccezionale per i nostri azionisti”, ha dichiarato Zaslav, il cui destino nel dopo fusione non è stato ancora annunciato. Con alle spalle i miliardi della famiglia Ellison, Paramount aveva presentato la sua offerta quando era già in essere un accordo per la vendita della Warner a Netflix: era scoppiata una guerra di offerte conclusasi quando la piattaforma di streaming aveva deciso di non eguagliare la proposta rivale. L’intesa mette nelle mani della famiglia Ellison una costellazione globale di asset mediatici. L’accordo, a cui hanno contribuito tre fondi sovrani del Medio Oriente prevede che Paramount paghi 31 dollari per azione in contanti per tutte le azioni Warner in circolazione, per un valore azionario di 81 miliardi di dollari, che sale a 110 miliardi includendo l’ingente debito che Paramount si accollerà. Se le autorità approveranno l’operazione, Ellison sarà costretto ad avviare una dolorosa fase di tagli ai costi per ridurre l’indebitamento.
Aggiornato il 24 aprile 2026 alle ore 14:34
