La più piccola (La petite dernière), il terzo film della regista francese-tunisina Hafsia Herzi, è diventato un caso. Il lungometraggio, vincitore al Festival di Cannes del premio per la Migliore attrice a Nadia Melliti e della Queer Palm, in Italia è stato vietato ai minori di 14 anni. Lo ha deciso la Commissione per la classificazione opere cinematografiche del Ministero della Cultura. Fandango, che distribuisce il film in Italia a partire dal 23 aprile, esprime in una nota “profonda contrarietà e dichiara di fare appello contro la decisione della Commissione del Dipartimento per le Attività culturali - Direzione generale cinema e audiovisivi, incaricata della classificazione delle opere cinematografiche, che ha stabilito il divieto di visione lo scorso 14 aprile”. Hafsia Herzi è “profondamente rattristata dalla decisione. Il film non contiene alcun riferimento sessuale esplicito ed è stato distribuito in tutto il mondo senza alcuna forma di censura. Durante il mio tour internazionale di un anno con Nadia Melliti, ho avuto modo di incontrare e parlare con il pubblico e non mi sono mai trovata di fronte a osservazioni di questo tipo. L’accoglienza degli spettatori è sempre stata molto calorosa e credo sinceramente che il film mostri la vita di un personaggio mai visto prima, importante per molte giovani donne. Il film è tratto da un libro autobiografico che non è stato censurato in nessun Paese”.

Secondo la motivazione ufficiale, la Commissione ritiene che il film contenga “riferimenti sessuali espliciti che, pur non essendo trasformati in immagini pornografiche, sono descritti in modo dettagliato e potrebbero influire negativamente sullo sviluppo emotivo dei minori di 14 anni. Per tali ragioni, l’opera è stata classificata con il divieto ai minori di 14 anni e con le seguenti indicazioni tematiche: sesso, linguaggio, turpiloquio e incitamento all’odio”. Secondo Fandango, “La più piccola è un’opera cinematografica di grande valore artistico, riconosciuta a livello internazionale e accolta positivamente dalla critica e dal pubblico in numerosi Paesi, senza aver mai subito forme di censura o restrizioni analoghe in alcun territorio in cui è stata distribuita. Il film affronta temi complessi e delicati attraverso uno sguardo sensibile, senza ricorrere a rappresentazioni esplicite, distinguendosi per la capacità di raccontare una storia intima e universale con misura e profondità. Censurare il film a chi è minore di 14 anni dimostra l’arretratezza del nostro Paese quando si tratta il tema dell’educazione sessuoaffettiva. Il cinema è universale, deve saper parlare a tutte e tutti, affrontare ogni tematica senza tabù, senza forme di censura preventiva”. Il film, dopo Cannes, ha ricevuto altri riconoscimenti, tra i quali il Cesar 2026 per la Migliore attrice emergente e il premio per la Miglior regia al Bif&st, il Bari International Film Festival. L’opera racconta la storia di Fatima, diciassette anni, la più piccola di tre sorelle in una famiglia musulmana. Cresciuta tra affetto familiare e tradizioni, affronta il delicato equilibrio tra preghiere sussurrate e sogni proibiti. Studentessa di filosofia a Parigi, intraprende un viaggio intenso alla ricerca della propria identità nel tentativo di conciliare cuore, amore e devozione.
Aggiornato il 21 aprile 2026 alle ore 14:11
