A Livorno la V edizione del Capodanno dell’Annunciazione

Livorno diventa capitale della rievocazione storica per celebrare la quinta edizione del Capodanno dell’Annunciazione. Una due giorni intensissima e ricca di appuntamenti; il 28 e il 29 marzo all’insegna della tradizione, della cultura e del folklore. Per l’occasione si sono ritrovati 1800 figuranti, suddivisi nei vari comitati delle diverse epoche storiche, i quali in corteo partendo dalla terrazza Mascagni si sono diretti in Piazza della Repubblica.

Un evento mai visto prima che ha promosso l’idea celebrativa non solo del Capodanno toscano che storicamente cadeva il 25 marzo, ma anche la valorizzazione del Risorgimento grazie alla partecipazione del Comitato Livornese per la Promozione dei Valori Risorgimento e dei vari circoli delle Società di danza, con Livorno in testa a seguire Pisa, Firenze, Lucca, Prato e Viareggio; guidati dalla dama livornese Francesca Mele in rappresentanza della maestra del corpo di ballo dama Simonetta Balsamo. Un’ occasione per tirare fuori dagli armadi i preziosi abiti realizzati seguendo il rigore filologico della moda dell’epoca, la metà dell’800.

In Toscana fino al 1749 si celebrava il Capodanno seguendo il cosiddetto calendario “stile dell’Incarnazione”. Il cui significato religioso era molto profondo dal momento che tale data coincideva proprio con la festa dell’Annunciazione a Maria da parte dell’Arcangelo Gabriele. Nome mesi prima del Natale l’incarnazione di Gesù rappresentava l’inizio di una nuova era e quindi del nuovo anno.

Nel 1582 però il papa Gregorio XIII introdusse un altro calendario che fissava il Capodanno il 1° gennaio ma a questo la Toscana si oppose con la propria tradizione che è durata fino al 1749 allorquando il Granduca asburgico, Francesco Stefano di Lorena pose fine a tale tradizione imponendo il cambio di calendario dal 1° gennaio del 1750 così da far adeguare la Toscana e tutti gli altri Stati italiani e d’Europa.

Nella stessa Toscana, comunque, nel celebrare il Capodanno vi erano alcune differenze come per esempio a Pisa, l’anno iniziava sempre il 25 marzo ma con un anno di anticipo rispetto a Firenze (così da introdurre lo stile pisano, che era contrassegnato da quel raggio di sole che entrando da una finestra del Duomo in Campo dei Miracoli segnava un punto preciso del Mezzogiorno.

A fare gli onori di casa, nella kermesse livornese, il sindaco della città, Luca Salvetti che ha accolto vari altri amministratori locali e le rappresentanze dei vari gruppi storico-rievocativi; il presidente della Regione Eugenio Giani, per il quale “ l’evento livornese ha rinnovato una tradizione, unendo storia, identità e comunità nel segno delle radici più profonde della Toscana” e il presidente delle Provincia di Pisa Massimiliano Angori.

Aggiornato il 31 marzo 2026 alle ore 16:10