“E intanto non c’è quella separazione delle carriere tra magistrati e giornalisti, per cui l’ipotesi accusatoria va su tutti i giornali, in tutte le televisioni. E poi qualche anno dopo, quando verrai riconosciuto innocente, nessuno ne scriverà. Io mi ricordo i giornalisti scodinzolanti dietro al Procuratore di turno che prendevano le carte e il deposito in edicola degli atti contro Enzo Tortora”, ha detto Vittorio Pezzuto durante la sua partecipazione a Porta a Porta di circa dieci giorni fa, in pieno clima di Qui si rifà il Csm o si muore. L’ospite di Bruno Vespa ha presentato la nuova edizione aggiornata di Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora (Piemme, febbraio 2026), un’opera fondamentale per conoscere la vita e soprattutto le vicende giudiziarie del caso più rappresentativo di mala giustizia e mal giornalismo italiano.
E infatti il libro, pubblicato per la prima volta nel 2008 da Sperling & Kupfer, ha conosciuto tre ristampe, mentre il regista Marco Bellocchio ha chiesto a Pezzuto di supportarlo come consulente storico per la miniserie Tv “Portobello”: lui ha messo “l’hardware” – dice intervistato da Il Dubbio – mentre “il software” è del regista, che ci ha aggiunto la sua interpretazione.

Una documentazione imponente e dettagliata, definita da Pierluigi Battista su Il Foglio “un piccolo museo degli errori fatto di carta ma carico di una potenza micidiale per demolire un uomo stritolato da un meccanismo giudiziario infernale”.
Mercoledì 1° aprile alle 18:00, alla Libraccio Roma, Pezzuto – già esponente degli antiproibizionisti, figura di punta degli ambienti radicali, ex consulente del Ministero della Pubblica Amministrazione e firma di numerose testate – presenterà il volume di persona. Interverranno Davide Giacalone, che ne ha scritto la prefazione, e Guido Vitiello, mentre la moderazione sarà di Emilio Targia.
Sarà interessante di ascoltare quello che Pezzuto e gli ospiti diranno dal vivo, soprattutto dopo i risultati del referendum che è morto e non ce ne sarà un altro. Ma i problemi che lo avevano generato non sono spariti (al massimo ne è stato ‘dimesso’ qualcuno). Pezzuto lo dice in modo diretto: i casi come quello di Tortora non sono un’eccezione, “ce ne sono stati 32.000, uno ogni 8 ore”, e sono situazioni in cui spesso il mandato di cattura viene avallato senza verifiche solide, mentre l’ipotesi accusatoria finisce subito su giornali e televisioni. Il meccanismo è sempre lo stesso: prima la costruzione pubblica della colpa, poi – anni dopo – un’eventuale assoluzione che passa quasi sotto silenzio.
(*) Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora, Edizioni Piemme, 2026, 578 pagine, 20 euro
Aggiornato il 31 marzo 2026 alle ore 14:24
