Donne dello star system internazionale unite contro l’oggettivazione. Per tutta la notte dell’8 marzo le immagini di attrici, registe, sceneggiatrici, ma anche cantanti, campionesse sportive, scrittrici, filantrope scorrono in successione sull’iconica Torre Nasdaq a Time Square, nel cuore della Grande Mela. L’idea è della produttrice cinematografica di fiorentina, ma naturalizzata americana Chiara Tilesi: una campagna, I Am Campaing, dedicata alle donne per dire no alle donne oggetto nei media e lanciare un nuovo racconto di donne soggetto.
Dalle attrici premi Oscar Helen Mirren e Maria Tomei, dall’acclamata Sharon Stone alla candidata all’Oscar per la miglior canzone 2026 Diane Warren. E, poi, le nostre Paola Cortellesi, Bianca Balti, Federica Pellegrini e Giorgia. Sono più di trenta le donne coinvolte nella campagna I AM pensata da Tilesi che, dal 2023, veste monumenti e siti emblematici.
Impossibile non essere suggestionati dall’effetto di un carosello così imponente come quello pensato da Tilesi; i ritratti fotografici delle protagoniste scorrono lentamente con il loro “I Am” personalizzato. Un invito a combattere facili stereotipi che le società di tutto il mondo ancora propinano. Fondatrice della casa di produzione no profit We Do It Together, Chiara Tilesi è attiva sul campo da tanti anni ed è riuscita a suggestionare donne famose di ogni continente. La campagna è stata recentemente proiettata a Roma lo scorso ottobre nei giorni del Festival del Cinema di Roma: la bianca scalinata di Trinità dei Monti si è tinta con le immagini delle donne aderenti il progetto.
La sua campagna viaggia da anni in tutto il mondo. Come è nata l’idea?
Il potere dell’immagine comanda il nostro secolo. Unire un’immagine ad un concetto invita a fare una riflessione che va oltre un semplice slogan. I Am, io sono, rappresenta un’opportunità di prendere consapevolezza e scegliere un altro punto di vista che restituisca alle donne la possibilità di raccontarsi come esse vogliono essere narrate. È, in fondo, una risposta all’annoso problema: essere o apparire. Da qui scaturisce inevitabilmente un atto universale di auto-riconoscimento.
Come vengono scelti i siti per ospitare la campagna?
I Am devono necessariamente vivere in mezzo alla gente ed essere necessariamente visibile a chi si trova nello spazio della città. Le donne rappresentate non sono oggetti, ma veri e propri ritratti che esprimono un concetto fondamentale: “Io Sono”. La Nasdaq Tower è perfetta per questa operazione. Così come lo sono state Trinità dei Monti e Fontana di Trevi a Roma, la Mole Antonelliana a Torino. La narrazione storica ufficiale le donne è sconfortante: le donne rappresentate per lo 0,5 per cento.
I Am è un’azione dal chiaro significato: riappropriarsi e, idealmente, riscrivere la
storia. Un’opportunità per restituire visibilità e presenza a chi si trova ai margini da secoli. La campagna I Am dell’8 marzo sulla Torre Nasdaq è un messaggio di emancipazione nel cuore del capitalismo finanziario, una chance per ricordare l’essenza delle donne, sottolinearne l’esistenza. Non un messaggio per commercializzare l’immagine, ma riaffermarla.
Un progetto che coinvolge tutte le donne, di ogni paese. Chi sono le italiane e quali sono i loro messaggi?
Per la proiezione sulla Torre Nasdaq della Giornata Internazionale della Donna 2026, hanno aderito la campionessa mondiale di nuoto Federica Pellegrini don il suo I Am Discipline e la cantante Giorgia con I Am Change. Rispondono Paola Cortellesi con I Am Independent e con Bianca Balti con I Am Resilient. Tra le presenze italiane della campagna anche Maria Manetti Shrem, Deborah Getta, Rita Coruzzi.
Oltre 700 milioni sono le donne vittime di violenza ogni anno. Secondo le stime dovremmo attendere 300 anni per raggiungere la parità. Sono convinta che ognuno di noi – con un impegno quotidiano – sia un grado di compiere scelte indispensabili per un vero cambiamento culturale. Dagli acquisti, alla selezione di film da vedere, fino alle nostre pubblicazioni sulle pagine dei social network. Crescere i figli è anche dare esempio. Il mondo del cinema ha raccontato miti femminili che devono essere necessariamente superati per andare oltre alle muse e corpi simbolici e passare da un ruolo oggettificato ad uno di donna-soggetto. Dobbiamo essere uniti in questo processo di cambiamento, uomini e donne insieme. Solo in questo modo, possiamo superare quella sorta di ghettizzazione associata ai movimenti femminili in genere e che fanno supporre ad un mondo di donne contro uomini. È il motto di We Do It Togheter, facciamolo insieme.
Oltre alla campagna I Am, il mese di marzo la vede coinvolta nello stesso periodo in un altro progetto a Los Angeles.
L’11 marzo sarò Los Angeles per la 21ª edizione del Los Angeles Italia Film, Fashion and Art Fest. Il Chinese Theatre di Hollywood ospita la premiere di Fasting and the Longevity Revolution, il documentario che ho prodotto che vede la partecipazione di altri due candidati all’Oscar: Edward Norton come narratore, Barry Brown come regista. Il docu si basa sulle ricerche innovative ed i libri bestseller dello scienziato della longevità Valter Longo, esperto di fama mondiale in nutrizione, longevità e invecchiamento. Un’esplorazione della scienza del digiuno e del suo impatto sulla salute e sull'invecchiamento.
Aggiornato il 09 marzo 2026 alle ore 14:03
