“M come Mela”, essere una First Lady

Tra ironia tagliente e metafore solo apparentemente innocenti, M come Mela è scritta da Laura Masielli, una satira politica che osserva il potere con lo sguardo libero e dissacrante del teatro. Lo spettacolo prende di mira un potente leader mondiale e la sua First Lady, costruendo un gioco scenico fatto di allusioni, simboli e situazioni paradossali. La mela del titolo diventa così molto più di un semplice oggetto: è un simbolo, una tentazione, un pretesto narrativo per riflettere su potere, immagine pubblica e comunicazione politica. Con un linguaggio che mescola sarcasmo, leggerezza e provocazione, il testo invita il pubblico a riconoscere ciò che rimane volutamente non detto, trasformando la satira in uno specchio della realtà contemporanea.

Abbiamo incontrato l’autrice per farci raccontare come nasce M come Mela, quali dinamiche del potere l’hanno ispirata e perché, a volte, basta una semplice mela per far emergere le contraddizioni di chi governa il mondo.

Laura, cosa vuoi raccontare attraverso la messa in scena di M come mela?

Questa è la storia di una donna legata ad un uomo molto importante di una nazione altrettanto potente che potrebbe determinare un grande cambiamento rispetto a prima, e io ho voluto giocare sul loro rapporto di coppia dando spicco al loro legame intimo di tipo casalingo, spoetizzando l’immagine della First Lady in pompa magna e lui il presidente in giacca e cravatta.

Perché proprio lei e non un’altra First Lady?

Ho scritto tante volte storie di donne marginate che hanno cercato con tutte le loro forze di venire fuori da situazioni terribili e magari non ci sono riuscite, poverine. Questa volta invece mi sono proprio divertita, perché immaginavo questi due appena svegli o prima di andare a dormire, con lui che a tutti i costi vuole essere leader sempre, dentro o fuori dal suo ambiente di lavoro e a qualsiasi ora del giorno e della notte. Questa donna vive di un potere diciamo “riflesso”, non suo, potere che poi lei stessa sa di non avere in fondo, proprio perché lui è talmente presenzialista che la offusca. Certo è bellissima e ha un’età in cui una donna è ancora un fiore ed è molto femminile nei tools che usa. L’ho studiata molto, attraverso i giornali, attraverso le interviste eccetera e ho sentito la necessità di prenderli un po’ in giro, ma con bontà.

Vuoi far riflettere il pubblico sul fatto che anche una donna può gestire il potere meglio di un uomo o più sull’idea che, come scrisse Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo?

Ma più che l’arrivo di una donna al potere quello che mi interessava mentre scrivevo questo monologo era il fatto che arrivasse il messaggio che una donna dovrebbe sempre interessarsi a quello che fa il marito, per esempio, se il marito è un serial killer lei lo deve lasciare subito!

Non cambierebbe nulla però.

Cosa non cambierebbe?

Non cambierebbe ciò che l’uomo è: il fatto che lei lo possa lasciare non cambierebbe la sua natura, continuerebbe comunque a fare del male.

Ma a quello poi ci penserà la legge, ma per quello che riguarda la figura della moglie, della compagna, quello che mi chiedo io è se potrei mai stare con un uomo che decide di fare del male al prossimo o alla sua famiglia e poi la notte non chiudere occhio chiedendomi il perché di quei gesti o comportamenti. Oggi noi donne abbiamo la possibilità di riflettere e di parlare, e per questo  dobbiamo stare attente ,valutare e comprendere l’importanza del fatto che noi abbiamo un grande ruolo come quello ad esempio di essere madri e ciò che ne comporta, la responsabilità dell’educazione dei nostri figli, insegnando loro un certo comportamento, trasmettendogli i valori come il rispetto per le donne e per la società, ma soprattutto rispettare se stesse, partendo anche dal compagno che si sceglie, io non potrei mai stare con un uomo che ha certe idee bellicose nella testa e che poi le mette pure in pratica. Quando formiamo una famiglia oltre al ruolo di madre abbiamo anche quello di moglie: possiamo scegliere se continuare a stare o meno con quell’uomo, ma mai credendo di cambiarlo.

Noi donne infatti tante volte siamo certe di poter cambiare un uomo, ma se non si cambia a vent’anni figuriamoci a ottanta!

Questo, tra l’altro, è un messaggio rivolto soprattutto alle donne comuni come le ragazze giovanissime che dovrebbero lasciare i ragazzi appena mancano loro di rispetto, picchiandole, volendo gestire la loro vita, credendo che lei sia una sua proprietà, arrivando poi ad ammazzarle quando loro reagiscono. Quando si accorgono che qualcosa non va del tipo telefonate ossessive, controlli ossessivi, imposizioni come “non frequentare le amiche”, devono letteralmente scappare o denunciare senza paura o vergogna.

Quanto conta l’aspetto fisico nell’immagine delle donne al potere? La nostra Premier ha partecipato a un incontro ufficiale con un capo di Stato indossando scarpe da ginnastica o comunque senza tacchi. Ha fatto bene?

Su questo argomento devo veramente dire che la nostra leader, è una donna intelligente sotto questo punto di vista, perché ha superato quelli che possono essere i nuovi e contemporanei cliché della bellezza andando oltre l’apparenza, lei deve essere accettata così com’è, con la sua altezza, con la sua età, con la sua bellezza, indossando scarpe comode, non tacchi 18 e non mettendo troppo in mostra determinate parti del corpo, perché non serve.

Appuntamento quindi questa domenica 8 marzo a Passoscuro, presso il centro anziani “Salvo D’Acquisto” per vedere lo spettacolo “M come Mela”, l’ingresso è per tutti.

Aggiornato il 06 marzo 2026 alle ore 15:21