Actors Award, premio postumo a Catherine O’Hara

Una standing ovation celebra Catherine O’Hara, vincitrice di un premio postumo agli Actors Award. Un mese dopo la scomparsa dell’attrice canadese, nota per l’interpretazione in Mamma ho perso l’aereo (Home Alone) di Chris Columbus, i premi del sindacato Sag-Aftra (Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists) la omaggiano con una statuetta per la Migliore interpretazione femminile in una serie comedy per The Studio di Apple tv+ (oltre ad aver vinto anche come membro del cast della serie nella categoria Miglior interpretazione corale in una serie comedy). Catherine O’Hara è mancata il 30 gennaio all’età di 71 anni, “dopo una breve malattia”. A ritirare il premio a suo nome è stato Seth Rogen, che della serie è co-protagonista, ma anche ideatore e regista insieme a Evan Goldberg. “So che sarebbe stata onorata di ricevere questo premio dai suoi colleghi attori, che rispettava profondamente: era una grande fan di tutti voi”, ha detto. Rogen ha parlato della capacità di O’Hara di “essere generosa, gentile e cortese, senza mai minimizzare il suo talento e la sua capacità di contribuire al lavoro che stavamo facendo”.

Quasi ogni sera, ha raccontato Rogen, l’attrice “mandava un’e-mail a me e a Evan Goldberg, un’e-mail che era sempre piuttosto simile, e diceva: Ciao. Spero che prenderete in considerazione quanto segue. E poi c’era una versione completamente riscritta della scena in cui avrebbe recitato”. Rogen ha continuato: “E il 100 per cento delle volte non solo migliorava il suo personaggio, ma rendeva migliore la scena e l’intera serie. Ha dimostrato che si può essere al tempo stesso un genio e una persona gentile, e che una cosa non deve mai andare a discapito dell’altra”. In chiusura, Rogen ha lanciato un appello affettuoso: “Se nella vostra vita ci sono persone che non conoscono il suo lavoro. Mostrategli Catherine O’Hara che balla sulle note di Harry Belafonte in Beetlejuice, oppure che si fa male al ginocchio in Best in Show e fa quel movimento incredibile mentre zoppica. E mentre ridono, dite loro che quella è Catherine O’Hara, e che siamo stati fortunati a vivere in un mondo in cui ha condiviso così generosamente il suo talento con noi”.

Gli Actors Award precedono di due settimane la notte degli Oscar, che quest’anno verranno assegnati nella notte tra il 15 e il 16 marzo, i premi del sindacato attori possono dare indicazioni importanti in occasione degli Academy Awards. Per queste ragioni, I peccatori (Sinners) di Ryan Coogler riapre i giochi. Il thriller-horror sui vampiri e il razzismo nel Mississippi segregato ha conquistato il premio per il Miglior cast agli Actors Awards. Basterà per rovesciare le carte in vista della notte delle stelle? Finora Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) di Paul Thomas Anderson, liberamente ispirato a un romanzo di Thomas Pynchon aveva fatto man bassa ai Critics Choice Awards, ai Golden Globe, ai Directors Guild Awards, ai Bafta e infine sabato ai Producers Guild Awards. Però, mentre il 5 marzo si concluderanno le votazioni per gli Oscar a cui Coogler arriva con un record di 16 nomination, è stata la volta di I peccatori a rovesciare le carte in tavola. Campione di incassi al box office, il film ha conquistato il premio per il miglior cast battendo non solo Una battaglia dopo l’altra, ma anche Hamnet, Marty Supreme e Frankenstein.

Mentre la vittoria di Jessie Buckley per Hamnet era scontata nella categoria della Miglior attrice era scontata, la sorpresa più grande della serata è stata il premio come miglior attore a Michael B. Jordan che in I peccatori interpreta la doppia parte dei gemelli Smoke e Stack: un risultato che rimette in discussione lo status di favorito a lungo attribuito a Timothée Chalamet per Marty Supreme nella categoria del Miglior attore. Gli Actor Awards e gli Oscar sono in realtà votati da gruppi molto diversi. Votano per i primi i circa 160mila membri del Sag-Aftra, il più grande sindacato di attori al mondo, in larga maggioranza basati negli Stati Uniti, mentre i vincitori degli Oscar sono scelti dagli circa 11mila membri dell’Academy, composta da professionisti di ogni settore dell’industria cinematografica, il 20 per cento dei quali risiede fuori dagli Stati Uniti. I due gruppi non sono sempre sulla stessa lunghezza d’onda: solo quest’anno tra i 20 finalisti del Sag-Aftra non c’era nessun film internazionale mentre i membri della sezione attori dell’Academy ha scelto quattro interpretazioni in lingua non inglese tra i 20 candidati.

Aggiornato il 02 marzo 2026 alle ore 17:11