La 32ª edizione del Ravenna Festival è dedicata a San Francesco d’Assisi. A ottocento anni dalla morte del patrono d’Italia, la kermesse si ispira al verso dantesco Nacque al mondo un sole, tratto dal XI canto del Paradiso (Divina Commedia). Sono oltre cento le alzate di sipario, nove prime assolute e più di mille artisti coinvolti dal 21 maggio all’11 luglio. Il concerto inaugurale al Pala De Andrè vede la violinista Anne-Sophie Mutter solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko in un programma dedicato a Beethoven e Mahler. Il fil rouge francescano – hanno spiegato alla presentazione il sovrintendente Antonio De Rosa, la neodirettrice artistica Anna Leonardi e l’ormai ex Angelo Nicastro – attraversa l’edizione con eventi che uniscono musica, pensiero e spiritualità: Riccardo Muti, padrone di casa, dirige Nobilissima visione di Paul Hindemith con la sua Orchestra Cherubini, un brano ispirato agli affreschi di Giotto, e poi dialoga con Massimo Cacciari sull’influenza di San Francesco su Dante e Giotto. Oltre a Riccardo Muti, la sezione musicale comprende altri grandi interpreti: Kent Nagano, Nicola Piovani e Toni Servillo, la Münchener Kammerorchester con Enrico Onofri, Stefano Bollani, Pat Metheny, Enrico Rava, Paolo Fresu, Jeff Mills ed Emma Nolde tra Teatro Alighieri, Rocca Brancaleone e territori limitrofi. Il festival si conclude con la Trilogia d’Autunno: Mozart 1791 composta da La clemenza di Tito e L’ultimo incanto, messe in scena da Chiara Muti, e il Requiem con Ottavio Dantone sul podio dell’Orchestra Cherubini.
(*) La foto è una riproduzione della parte superiore del più antico ritratto di Francesco d’Assisi, un murales nel Sacro Speco di Subiaco
Aggiornato il 10 febbraio 2026 alle ore 17:10
