L’elegante trionfo del romanticismo

 La Bayadère al Teatro Costanzi

Mercoledì 4 febbraio 2025 il Teatro dell’Opera di Roma ha accolto il ritorno di uno dei capisaldi assoluti del balletto romantico ottocentesco, La Bayadère, riproposta nella raffinata e rigorosa visione coreografica di Benjamin Pech, creata nel 2023 appositamente per il Costanzi e in scena fino a questa domenica. 

Un allestimento che conferma la vitalità di un titolo storico e al contempo, la capacità del teatro romano di dialogare con la grande tradizione internazionale, coniugando fedeltà filologica e sensibilità contemporanea.

Il balletto che trasse ispirazione dal poema indiano Śakuntalā e fu concepito da Marius Petipa nella seconda metà del XIX secolo, su libretto di Sergej Chudekov e musiche di Ludwig Minkus, debuttò a San Pietroburgo il 23 giugno 1877, riscuotendo un successo destinato a durare nei secoli.

La versione presentata al Teatro dell’Opera di Roma restituisce pienamente la complessità drammaturgica e la sontuosità visiva di quest’opera, immergendo lo spettatore in un Oriente immaginario, esotico e simbolico, che diventa spazio dell’anima oltre che scenario narrativo. La trama, per quanto molto nota, risulta sempre emotivamente coinvolgente e ruota attorno alla figura tragica della baiadera Nikija, segretamente amata dal guerriero Solor, destinato tuttavia a sposare Gamzatti, figlia del Rajah.

Il dramma si consuma attraverso l’inganno e la vendetta, culminando nella morte di Nikija, la cui presenza si trasfigura poeticamente nel celeberrimo Regno delle Ombre, uno dei vertici assoluti della storia del balletto classico. Pertanto, è proprio in questa dimensione sospesa, rarefatta e metafisica che la coreografia di Pech trova uno dei suoi momenti più alti, esaltando la purezza della linea, la precisione del corpo di ballo e la forza evocativa della musica.

Invero, dal punto di vista musicale, la partitura di Ludwig Minkus, spesso sottovalutata rispetto ad altri compositori del repertorio classico, si rivela invece perfettamente funzionale alla narrazione coreutica. La sua scrittura, ricca di temi cantabili, ritmi marcati e colori orchestrali suggestivi, accompagna con efficacia tanto i momenti di tensione drammatica quanto quelli di lirismo etereo.

L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, diretta con sensibilità e rigore da Fayçal Karoui, ha offerto un’interpretazione solida e avvolgente, capace di sostenere la danza senza mai sovrastarla, valorizzando al contempo le sfumature timbriche e la dimensione narrativa della musica.

Sul piano visivo, l’allestimento firmato da Ignasi Monreal si distingue per l’eleganza pittorica e la forza iconografica delle scene, che evocano un’India sognata, filtrata attraverso lo sguardo romantico europeo. I costumi di Laura Biagiotti, sontuosi e ricercati, contribuiscono in modo determinante alla costruzione dell’atmosfera, esaltando il movimento dei danzatori e conferendo ulteriore profondità simbolica ai personaggi. Inoltre, il dialogo tra scena, luce e costume risulta armonico e coerente, sostenendo efficacemente la narrazione senza appesantirla.

I protagonisti assoluti della serata sono stati le ètoile e il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, affiancati dagli allievi della Scuola di danza, che hanno dimostrato compattezza, precisione e maturità interpretativa. Di particolare rilievo la partecipazione di Sae Eun Park e Paul Marque, étoiles dell’Opéra di Parigi, la cui presenza ha ulteriormente impreziosito la produzione. La loro interpretazione, intensa e stilisticamente impeccabile, ha saputo coniugare virtuosismo tecnico e profondità espressiva, rendendo credibile e toccante il dramma amoroso di Nikija e Solor.

Al postutto, nel complesso, La Bayadère andata in scena al Teatro dell’Opera di Roma si impone come uno spettacolo di altissimo livello artistico, capace di restituire al pubblico la magia del grande balletto romantico senza cedere a manierismi o facili nostalgie.

In sostanza, è andata in scena una produzione che celebra la bellezza della danza classica, il potere evocativo della musica e la forza senza tempo di una storia che continua a parlare (con sorprendente attualità) di amore, destino e trascendenza.

(*) La foto è tratta dal sito del Teatro dell'Opera di Roma 

Aggiornato il 06 febbraio 2026 alle ore 14:42