Sanremo, le canzoni immortali che non vinsero

Sono numerose le canzoni che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo senza vincerlo. Da Gianna di Rino Gaetano a Piazza Grande di Lucio Dalla, passando per ad Almeno tu nell'universo di Mia Martini, 24mila baci di Adriano Celentano, Ma che freddo fa di Nada, Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia, Ancora di Edoardo De Crescenzo. E tante altre. Esce oggi in libreria, nella data simbolica del 29 gennaio, che coincide con il giorno di partenza della prima edizione del Festival nel 1951, Sanremo e la classifica del tempo: 100 canzoni non incoronate dal Festival diventate immortali. Un prezioso e documentatissimo volume firmato da Marco Rettani e Nico Donvito e arricchito da foto e cover che raccoglie e celebra cento canzoni memorabili. Da Papaveri e Papere del 1952 e Musetto (La più bella sei tu) del 1956 fino alla potente Tango di Tananai del 2023 e alla meraviglia di Volevo essere un duro di Lucio Corsi del 2024. E a corredo anche un cd che raccoglie 16 hit come Una lacrima sul viso, Con te partirò, e E dimmi che non vuoi morire.

 “Ho sempre pensato che la vera vittoria di una canzone sia riuscire a restare. Restare nei ricordi, nelle ferite, nelle gioie, nelle partenze, nei ritorni”, spiega Marco Rettani, scrittore, autore, compositore e produttore discografico. Gli fa eco Nico Donvito: “Cento canzoni, cento storie. Siamo andati alla ricerca dei motivi più popolari e cantabili, ma anche degli aneddoti più curiosi e speciali”. Nel libro, infatti, non ci sono solo le canzoni, ma anche e soprattutto le vicende che accaddero sul palco e fuori e cento commenti di artisti, autori, addetti ai lavori e persone legate ai cantanti, che offrono punti di vista differenti e rendono il racconto corale, vivo e partecipato. Un vero tesoro per chi non ama Sanremo ma potrebbe scoprire di averlo sottovalutato e per chi conosce a menadito il festival. Il plus è poi dato dai contributi originali di Renzo Arbore, Peppe Vessicchio e Vincenzo Mollica e da una lettera intensa e affettuosa di Pippo Baudo. Del resto, è arcinoto che alcune delle icone della musica italiana proprio a Sanremo emisero i primi vagiti e non furono riconosciute, forse perché troppo avanti, forse perché troppo fuori da ogni schema per essere incasellate in un podio con tre posti. Ecco allora la Vita spericolata di Vasco Rossi (1983), arrivato addirittura venticinquesimo e che l’anno prima era già salito sul palco con Vado al massimo. Ma anche Donne di Zucchero e Randy Jackson Band (1985) solo ventunesima e Lei verrà di Mango solo quattordicesima nel 1986, anno in cui ci fu la prima conduttrice donna, la brillante Loretta Goggi. Incredibile ma non vinse nemmeno Il clarinetto di Renzo Arbore (1985) affiancato da Gegè Telesforo, Nando Murolo, Adriano Fabi e Piero Roberto. Niente vittoria nemmeno per Spunta la luna dal monte di Pierangelo Bertoli e i Tazenda e davvero tante tante altre.

È curioso come in certe annate fu tale la concentrazione di capolavori rimasti senza riconoscimento che si capisce come fu davvero difficile scegliere. Nel 1966, ad esempio, Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli, Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano in abbinamento con il Trio del Clan, composto da Ico Cerutti, Pilade e Gino Santercol, La notte dell’addio e Io ti darò di più, mentre a vincere fu Dio come ti amo di Domenico Modugno (alla sua quarta vittoria in nove edizioni) e Gigliola Cinquetti. Nel 1967, l’anno più drammatico di sempre per la tragica fine di Luigi Tenco, in gara con Dalida con Ciao amore ciao, c’erano in gara canzoni come Cuore matto, L’immensità, La musica è finita (capolavoro cantato da Ornella Vanoni e Mario Guarnera e scritto da Nicola Salerno-Nisa e Franco Califano per il testo e da Umberto Bindi per la musica) e Bisogna saper perdere dei The Rokes e Lucio Dalla. Correndo avanti nel tempo nel 1972 ci sono icone come Jesahel, Montagne verdi e nel 1981 Maledetta primavera, Sarà perché ti amo. E nel 1995? Non agguantarono la vittoria pezzi da novanta come Destinazione Paradiso, Con te partirò, Finalmente tu e Gente come noi. Negli ultimi anni hanno impressionato Vietato morire di Ermal Meta (2017) e Musica leggerissima di Colapesce Dimartino (2021). L’elenco è lunghissimo e non può che essere solo parziale.

(*) Sanremo e la classifica del tempo: 100 canzoni non incoronate dal Festival diventate immortali (libro + cd) di Marco Rettani e Nico Donvito, Azzurra Music 2026, 324 pagine, con 16 canzoni, 29,90 euro

Aggiornato il 29 gennaio 2026 alle ore 17:45