Ligabue, Il ruggito dell’anima è il titolo di una mostra attualmente in corso agli Arsenali repubblicani di Pisa. Un’occasione importante che mette in evidenza la capacità espressiva e tutta l’interiorità artistica di Antonio Ligabue, uno dei più importanti pittori italiani, considerato l’esponente di un’arte naif o primitivista. Nella mostra agli Arsenali pisani, visibile fino al 10 maggio, se ne racconta la parabola umana: la psiche e la storia tormentata di questo artista unico. La personale, che comprende oltre 80 opere, mette in evidenza tutta la sua vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo. Antonio Ligabue (Zurigo, 18 dicembre 1899 – Gualtieri, 27 maggio 1965) è stato uno dei più importanti artisti del Novecento. La mostra è prodotta da Artika di Danil Buso ed Elena Zannoni, con il patrocinio del Comune di Pisa e della Fondazione Agusto Agosta Tota per Antonio Ligabue e curata da Mario Alessandro Fiori, segretario generale della Fondazione, unitamente alla direzione artistica di Beside Arts.

Ligabue è capace di esprimere una forma d’arte contrassegnata da forza istintiva manifestata senza formazione accademica. Un artista solitario, in preda al disagio psichico e all’emarginazione, che ha tirato fuori da sé stesso opere di grande intensità cromatica, pregne di forte drammaticità. Una produzione in cui ricorrono animali selvaggi come tigri, leoni, leopardi, immortalati nei momenti di lotta. I suoi colori accesi sono caratterizzati dai contorni marcati, quasi a voler fare emergere l’energia dell’animale. Sacchi di juta o cartone sono i materiali di recupero con cui ha creato alcune delle sue opere.
(*) La prima foto riproduce un Autoritratto di Antonio Ligabue
(**) La seconda foto riproduce una Testa di tigre di Antonio Ligabue
Aggiornato il 22 gennaio 2026 alle ore 13:04
