Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) di Paul Thomas Anderson è stato premiato come Miglior film musical o commedia ai Golden Globe 2026. È un riconoscimento che conferma il lungometraggio in pole position per gli Oscar del 15 marzo. Una battaglia dopo l’altra su 9 nomination ha conquistato altre 3 statuette: Miglior regista, Miglior sceneggiatura e Migliore attrice non protagonista a Teyana Taylor. D’altro canto, Hamnet ha vinto ai Golden Globe come Miglior film drammatico. Chloé Zhao ha accolto l’annuncio con visibile emozione. Con questa vittoria il film sulla moglie di Shakespeare si posiziona come un formidabile rivale in vista della notte delle stelle. Entrato come favorito con nove candidature, Una battaglia dopo l’altra, ha aperto la cerimonia della 83ª edizione dei Golden Globes dal Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, che da diversi decenni ospita le edizioni dei premi a cinema e tivù assegnati dalla Hollywood Foreign Press Association (Hfpa).
La sezione televisiva conferma i riconoscimenti degli Emmy: le serie premiate sono Adolescence, quattro riconoscimenti, il medical drama The Pitt di R. Scott Gemmill e la commedia The Studio di Seth Rogen e Evan Goldberg. Premi a Timothée Chalamet, Miglior attore in un film musical o commedia per Marty Supreme di Josh Safdie, dove interpreta un campione di ping pong. Rhea Seehorn, protagonista di Pluribus di Vince Gilligan, ha vinto il Golden Globe come Miglior attrice in una serie drammatica. A tornare a casa con una statuetta tra le mani anche Rose Byrne per If I Had Legs I’d Kick You (Miglior attrice protagonista di un film musical o commedia), Stellan Skarsgard per Sentimental Value (Miglior attore non protagonista). Tra i premi di recitazione, Wagner Moura ha vinto come Miglior attore in un film drammatico per L’agente segreto, e Jessie Buckley è stata incoronata miglior attrice in un film drammatico per Hamnet.

La cerimonia di premiazione ha visto il trionfo anche di KPop Demon Hunters, diventato un vero e proprio fenomeno. La stampa estera gli ha assegnato il premio al Miglior film d’animazione e Miglior canzone originale per Golden, un brano diventato subito virale. La storia della canzone coincide con quella di Ejae, una delle sue autrici, che sul palco dei Golden Globe ha raccontato il percorso che l’ha portata fin lì. “Quando ero una ragazzina ho lavorato senza sosta per dieci anni per inseguire un solo sogno, diventare una idol K‑pop, e mi sono sentita dire che la mia voce non era abbastanza”. Ora “essere parte di una canzone che aiuta altre ragazze e persone di tutte le età ad accettarsi e superare le difficoltà è qualcosa che non avrei mai immaginato”.
Momento amarcord: George Clooney e Noah Wyle si sono ritrovati e abbracciati a oltre trent’anni da E.R. – Medici in prima linea, la serie che li ha consacrati e che ha segnato un’intera generazione di spettatori. Come riportano i media presenti alla cerimonia, l’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia tra i presenti. Clooney ha ricevuto la nomination come miglior attore in un film commedia o musical per il suo ruolo da protagonista in Jay Kelly, mentre Wyle si è portato a casa la statuetta come miglior attore in una serie drammatica per The Pitt. Due percorsi diversi, due carriere ormai lontane dall’ospedale di Chicago che li rese celebri, ma un legame professionale e affettivo che il tempo non ha scalfito. E il loro abbraccio lo conferma. Nostalgia anche con l’apparizione di Macaulay Culkin, celebre interprete della commedia natalizia degli Anni Novanta Mamma, ho perso l’aereo (Home Alone): “So che è strano vedermi fuori dal periodo natalizio, ma esisto tutto l’anno”, dice con ironia prima di annunciare il premio alla Miglior sceneggiatura.
Durante la serata, anche una standing ovation per l’entrata di Julia Roberts per annunciare il miglior film drammatico. Per il secondo anno consecutivo la Cbs ha affidato la diretta a Nikki Glaser, che nel suo monologo iniziale ha fatto satira sulle fidanzate giovanissime di Leonardo DiCaprio, su George Clooney volto della Nespresso, sulla battaglia per l’acquisizione di Warner Bros da parte di Netflix e Paramount, sul caso Epstein e anche sulla stessa Cbs. Insomma, la comica non ha risparmiato proprio nessuno. L’attualità è arrivata anche sul red carpet. Mark Ruffalo, Jean Smart Wanda Sykes e Natasha Lyonne hanno sfilato indossando le spillette anti-Ice per ricordare Renee Good, la donna uccisa a colpi di arma da fuoco da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement a Minneapolis. Sulle spille bianche e nere gli slogan “Be Good” e “Ice Out”. La cerimonia si è conclusa con l’omaggio al compianto regista Rob Reiner. I Golden Globe non prevedono un segmento In memoriam dedicato alle celebrità scomparse, ma la conduttrice Nikki Glaser ha voluto comunque ricordare il grande regista. Sul palco è apparsa con un cappellino da baseball nero con il titolo del suo film This Is Spinal Tap.
(*) Le foto ritraggono Paul Thomas Anderson e Chloé Zhao insieme al cast di Hamnet
Aggiornato il 12 gennaio 2026 alle ore 16:15
