Visioni. “Stranger Things 5”, un gran finale discontinuo ma che affascina

Stranger Things 5 ha destato nuove critiche e vecchi entusiasmi. Il gran finale della serie tivù di culto targata Netflix e firmata dai fratelli Matt e Ross Duffer ha incontrato il favore di larga parte degli spettatori decretando un successo senza precedenti, pur scontentando un buon numero di fedeli fruitori. Tuttavia, il giudizio critico dell’intero corpus narrativo non può non tenere conto di alcuni elementi di indubbio interesse. A cominciare dalla creazione di un affascinante universo citazionista degli anni Ottanta. Un mondo narrativo inedito che ha raccontato per un decennio le vicende di un gruppo di giovani amici impegnati nell’impresa titanica dagli esiti incerti. Anche la quinta stagione della serie tivù, seguendo un nuovo corso distributivo, è stata costituita da otto episodi suddivisi in tre “volumi”. I primi quattro episodi sono stati resi visibili il 26 novembre scorso, gli episodi 5, 6 e 7 sono stati rilasciati il 25 dicembre. Infine, l’ultimo episodio, della durata monstre di 2 ore e 8 minuti, e significativamente intitolato Il mondo reale (The Rightside Up), è stato pubblicato sulla piattaforma in streaming il 1° gennaio.

Le vicende dei protagonisti sono ambientate a Hawkins, una città immaginaria dello Stato dell’Indiana. La storia riparte dal novembre 1987, quattro anni dopo gli eventi raccontati nella stagione iniziale. Frattanto, un contingente dell’esercito americano capitanato dalla dottoressa Kay (Linda Hamilton) ha posto la città in quarantena e ha creato un campo base nel “Sottosopra”, mentre è ancora alla ricerca di Eleven (Millie Bobby Brown), che si allena, al sicuro, sotto l’egida di Jim (David Harbour) e Joyce (Winona Ryder). Nel frattempo, Will (Noah Schnapp), Lucas Sinclair (Caleb McLaughlin) e Mike Wheeler (Finn Wolfhard), mantengono un basso profilo, nonostante Dustin Henderson (Gaten Matarazzo), provochi i bulli della scuola, nel ricordo di Eddie (Joseph Quinn). Steve (Joe Keery), Robin (Maya Hawke), Jonathan (Charlie Heaton) e Nancy (Natalia Dyer) lavorano alla radio locale, dove trasmettono messaggi in codice al gruppo sulle opportunità di spedire Hopper nel “Sottosopra”, che chiamano “missioni”, per trovare il nascondiglio di Vecna. Dustin viene brutalmente picchiato sulla tomba di Eddie, perdendo la missione successiva, che viene compromessa quando un demogorgone attacca una carovana militare, costringendo Hopper a rifugiarsi nel “Sottosopra”.

Will assiste telepaticamente all’attacco e vede un demogorgone dirigersi verso la residenza dei Wheeler proprio mentre apre un portale nella camera da letto di Holly (Nell Fisher), la sorella minore di Mike e Nancy. Nell’episodio finale, mentre i protagonisti si dirigono verso l’ulteriore e misteriosa dimensione alternativa denominata l’Abisso, Eleven, sorvegliata da Hopper, entra nella mente di Henry (Jamie Campbell) insieme a Max (Sadie Sink) e Kali (Linnea Berthelsen). Le tre ragazze riescono a impedire all’essere malefico di fondere i mondi, consentendo ai bambini rapiti di fuggire. Ma Henry, trasformato in Vecna, inganna Hopper e lo invita a rompere la vasca in cui si trova Eleven, spezzando così il suo collegamento con la mente del mostro. Intanto, Holly riesce a guidare gli altri bambini al sicuro nella caverna, un luogo carico dei ricordi traumatici di Henry. In definitiva, il capitolo conclusivo di Stranger Things si mantiene fedele alle stagioni precedenti. Nel ritmo, nel messaggio ottimistico e adolescenziale. I debiti cinefili sono chiarissimi. Dalla rilettura di Stephen King operata dal compianto Rob Reiner in Stand by me al Lawrence Kasdan de Il grande freddo (The Big Chill). Per queste ragioni, i Duffer Brothers, non sono interessati (ed è un errore) a svelare la vera natura dei demogorgoni, del Mind Flayer, e di Vecna quanto piuttosto a scandagliare le inquietudini dei solitari adolescenti della provincia americana.

(*) La recensione dei primi sette episodi di Stranger Things 4 

(**) La recensione dell’ottavo episodio di Stranger Things 4

Aggiornato il 09 gennaio 2026 alle ore 19:35