Il thriller firmato da Paul Thomas Anderson per Warner Bros. conquista il premio per il Miglior film alla 31ª edizione dei Critics Choice Awards, insieme a quelli per la Miglior regia e per la Miglior sceneggiatura non originale. Il riconoscimento assegnato dall’associazione dei critici statunitensi e internazionali incorona Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another), interpretato da Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio del Toro. I Critics Choice Awards rappresentano uno dei punti di riferimento nel racconto annuale di cinema e televisione. Considerati un termometro della stagione dei premi, i Critics anticipano le tendenze che portano agli Oscar e agli Emmy. Un fatto è certo: per i critici cinematografici di Hollywood Una battaglia dopo l’altra è il miglior film del 2025. “È stata l’esperienza più bella che abbia mai avuto su un set, e credo che si veda”, ha dichiarato Anderson ritirando il trofeo. “L’unica cosa che può fare un regista è ringraziare la sua squadra”, ha cominciato, indicando Leonardo DiCaprio, Benicio Del Toro, Chase Infiniti e Teyana Taylor seduti allo stesso tavolo, per poi ricordare il compianto Adam Somner, suo aiuto regista.
La Critics Choice Association, composta da oltre 500 giornalisti specializzati in spettacolo, è quest’anno la prima istituzione hollywoodiana valutare i film usciti nel 2025 e a tracciare un bilancio in vista della notte delle stelle del 15 marzo. La cerimonia, trasmessa in diretta televisiva sul canale E!, si è tenuta ieri sera al Barker Hangar di Santa Monica, a Los Angeles. La stagione dei premi è ufficialmente cominciata: prossima prova domenica 11 gennaio, quando la stampa estera assegnerà i Golden Globes. Timothée Chalamet ha prevalso nella categoria molto ambita e combattuta del miglior attore protagonista. La sua interpretazione di un ambizioso e disinibito giocatore di ping-pong in Marty Supreme di Josh Safdie (prodotto da A24, in Italia dal 22 gennaio con I Wonder Pictures). Dopo un tour promozionale piuttosto movimentato, Chalamet si è presentato in un gessato compunto ed è sembrato emozionato, impappinandosi più volte: “Accidenti, sono più nervoso di quanto pensassi”, ha ammesso sul palco, chiudendo il discorso con un omaggio alla fidanzata Kylie Jenner. I Critics Choice hanno aperto la strada verso l’Oscar anche per Jessie Buckley, l’attrice irlandese che interpreta la moglie di William Shakespeare (Paul Mescal) nell’ultimo film di Chloé Zhao, Hamnet (Focus Features, in Italia dal 5 febbraio con Universal Pictures). “Chloé, mi hai ricordato il potere che c’è nel raccontare una storia e il viaggio che si può intraprendere per toccare le parti più profonde di ciò che significa essere vivi”, ha detto ringraziando la regista e sceneggiatrice, già premio Oscar per Nomadland.
Amy Madigan è stata votata come miglior attrice non protagonista per l’horror Weapons (Warner Bros) e Jacob Elordi ha vinto a sorpresa nella stessa categoria, però declinata al maschile, per Frankenstein (Netflix). L’adattamento del romanzo di Mary Shelley, diretto da Guillermo del Toro, ha sbaragliato la concorrenza anche per i costumi, il trucco e la scenografia, ottenendo quattro premi. Anche Sinners, il dramma in costume tra blues e vampiri firmato da Ryan Coogler per Warner Bros, vero caso al box office nordamericano, ha incassato quattro riconoscimenti (da 17 candidature): per la colonna sonora, per la sceneggiatura originale, per il miglior giovane attore a Miles Caton e per la casting director Francine Maisler, categoria nuova che farà il suo debutto anche alla 98ª edizione degli Oscar. KPop Demon Hunters di Netflix è stato incoronato miglior film d’animazione e ha vinto anche per il brano Golden. F1 con Brad Pitt (Apple) ha vinto per suono e montaggio. L’agente segreto (O agente secreto) di Kleber Mendonça Filho (Neon) è stato scelto come miglior film straniero, e Una pallottola spuntata (The Naked Gun) di Paramount come miglior commedia.
I Critics Choice Awards vengono assegnati anche alle serie tivù. In questo settore, non ci sono state sorprese rispetto all’ultima edizione degli Emmys, i cosiddetti Oscar della tv, celebrati a settembre: la prima stagione di The Pitt di HBO Max ha vinto come miglior serie drammatica, con Noah Wyle votato miglior protagonista maschile e Katherine LaNasa miglior attrice secondaria. La serie Apple The Studio è la più forte tra le commedie, con ulteriori premi per Seth Rogen e Ike Barinholtz, rispettivamente miglior attore e miglior non protagonista. Jean Smart è inarrestabile e ha ottenuto un nuovo trofeo per la sua interpretazione della matura stand up comedian protagonista di Hacks (Hbo Max). Rhea Seehorn ha vinto come miglior attrice in una serie drammatica per la debuttante Pluribus di Vince Gilligan per Apple TV. Adolescence di Netflix ha trionfato come miglior miniserie e per gli attori Stephen Graham, Owen Cooper ed Erin Doherty. Unico premio lasciato a un altro titolo tra le serie antologiche, quello per Sarah Snook, scelta come miglior attrice protagonista di All Her Fault di Peacock (Sky in Italia).
Aggiornato il 05 gennaio 2026 alle ore 15:30
