Palazzo Medici Riccardi apre le Sale Fabiani per ospitare la mostra Carlo Adolfo Schlatter. Artista dello spirito. Già inaugurata lo scorso 27 novembre sarà aperta al pubblico dei visitatori fino al 22 febbraio 2026. La personale è stata promossa dalla Città Metropolitana di Firenze, organizzata da Fondazione Mus.E curata da Anna Mazzanti, con il coordinamento di Valentina Zucchi, in collaborazione con Casa Museo Schlatter, la Scuola del Design del Politecnico di Milano e Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux. L’allestimento si articola in sette sezioni che, come in un viaggio, conducono il visitatore a esplorare i temi più importanti della pittura di uno degli artisti più singolari del panorama artistico fiorentino del primo Novecento. Un percorso che si apre con il suo Autoritratto trentenne e Il ritratto della moglie Emma Moni e continua con i Paesaggi, in cui il realismo della natura si trasforma in simbolo di elevazione dell’anima, specchio interiore, spirito infinito. Seguono Le marine; con forte valenza esoterica, esse esprimono attraverso il mare il flusso di coscienza, il luogo di confine tra materia e spirito.
Ci sono I contrasti, nella terza sezione; e poi ancora nella quarta si entra nel Simbolismo vero e proprio. È qui che troviamo quelle opere in cui il pittore riesce a entrare in profondità della dimensione spirituale. C’è ancora la sezione dedicata ai Manoscritti e ai libri a stampa. Chiudono il percorso due ambienti evocativi. L’Atelier, ubicato in Via dei Mille, luogo in cui l’artista operava e che è stato ricostruito partendo da una foto in bianco e nero dello studio originale; Testamento spirituale, una videoinstallazione in cui l’attore Amerigo Fontani interpreta le parole finali dell’artista. Carlo Adolfo Schlatter fu scrittore e filosofo ma, soprattutto, un pittore teosofo. L’approccio alla teosofia, scienza nata alla fine dell’Ottocento su impulso di Helena Petrovna Blavatsky, segnò un passaggio importante nella sua ricerca artistica. In Schlatter, quest’approccio determinò il passaggio “dall’iniziale realismo macchiaiolo verso il simbolismo di ispirazione ideale e mistica”.

Questi elementi rendono la pittura di Schlatter, accattivante e misteriosa e da scoprire. A sostenerlo è Claudia Sereni, consigliera delegata alla Cultura della Città di Firenze, la quale invita a visitare la mostra per vivere il “passaggio verso la dimensione del misticismo e dell’esoterismo, del simbolismo e spiritualismo”. Come ha spiegato la curatrice della mostra Anna Mazzanti, si tratta di “una dimensione, quella della teosofia e dell’astrazione nella quale diversi artisti fra Otto e Novecento, da Kandinsky a Mondrian, fino alla svedese Hilma af Kint, trovarono fonte ispirativa”. Mazzanti ha confermato in Carlo Adolfo Schlatter la presenza di uno spirito artistico aderente a quelle teorie, che, tuttavia, si affermerebbe in “maniera inversamente proporzionale poiché proprio dai pensieri teosofici, scaturiva il proprio immaginario visivo di teosofo-artista”. Una grande soddisfazione per Alessandra Schlatter, nipote dell’artista, che cura la sua Casa Museo. Un centro culturale che vede nella mostra il tributo della città di Firenze all’arista. “Le mie parole – disse Carlo Adolfo Schlatter – sono semi al vento. Germoglieranno in un altro uomo”.
(*) La prima foto è una riproduzione dell’Autoritratto di Carlo Adolfo Schlatter
(**) Nella seconda foto sono ritratte Anna Mazzanti e Alessandra Schlatter
Aggiornato il 12 dicembre 2025 alle ore 13:15
