
La regia di Gianni Leonetti porta al Teatro Arcobaleno un classico intramontabile del teatro naturalista. Scritto nel 1888, Signorina Giulia di August Strindberg è considerato il manifesto del teatro naturalistico. L'autore svedese mette in scena, in un'unica notte, il dramma di una passione proibita che travolge i confini sociali e morali del suo tempo. Nella cucina di una tenuta di campagna – simbolo di quotidianità e rassicurante familiarità – esplode, nella magica notte di San Giovanni , l'attrazione fatale tra la nobile Giulia e il suo servo Giovanni . Un incontro che si trasforma presto in un duello psicologico e carnale, fino al tragico epilogo. La regia di Gianni Leonetti sceglie di esplorare l'animo dei personaggi con uno sguardo contemporaneo, scavando nelle pieghe più oscure dell'inconscio. Lo spettacolo si apre con un suggestivo video onirico – il sogno di Giulia – popolato di simboli che rimandano al mondo interiore della protagonista, “il regno delle verità nascoste e indicibili”.
Il regista disegna così un percorso che alterna tensione e delicatezza, dove l'energia dei sentimenti, il desiderio e la paura si rincorrono in un serrato gioco al massacro tra i due protagonisti. "Fra Giulia e Giovanni nasce uno scabroso gioco erotico, a tratti degradante - scrive Leonetti nelle note di regia - che li condurrà alla trasgressione. Entrambi hanno intercettato la follia dell'altro, e l'Io collassa, lasciando campo alla feroce lotta degli impulsi". Uno spettacolo teatrale che ci racconta le contraddizioni dell'essere umano dalla notte dei tempi dove le pulsioni e gli istinti si confrontano con l'accettazione della propria personalità, dietro la presunta normalità anche in un mondo digitale questi aspetti sono sempre presenti e probabilmente rappresentano uno stimolo al senso della vita. Gli stimoli, la passione, la gentilezza e la trasgressione possono essere un antidoto alla società virtuale nella quale viviamo, contraddizioni del restare umani.
Sul palco, la forza dell'interpretazione è palpabile. Serena Cino dà vita a una Signorina Giulia intensa, sensuale e tormentata, mentre Camillo Ciorciaro offre un Giovanni complesso, sospeso tra desiderio e disprezzo. Francesca Di Meglio , nei panni di Cristina , aggiunge una vigorosa presenza scenica che amplifica il conflitto. La scenografia essenziale ma d'effetto di Mauro Banella e i costumi curati da GdF Studio completano un allestimento di raffinata coerenza. Gli spettatori, avvolti in un silenzio carico di emozione, hanno salutato con lunghi applausi il cast e il regista. Signorina Giulia è in scena al Teatro Arcobaleno fino al 16 novembre : un appuntamento imperdibile per chi ama il teatro che scava nell'animo umano.
Aggiornato il 11 novembre 2025 alle ore 17:58
