Cinema, i “capolavori al contrario” secondo la critica

Paolo Mereghetti, nel suo celebre Dizionario dei film, li considera dei flop. Filippo Morelli e Cesare Paris osano persino di più. La stroncatura del lungometraggio (e del suo autore) assume i contorni del dileggio. Uno scherno in forma di analisi critica. Domani, per la Bibliotheka Edizioni, arriva in libreria Filmacci. 100 film italiani da evitare dal 2000 a oggi, con una prefazione firmata da Boris Sollazzo, vicedirettore di The Hollywood Reporter Roma, cronista e critico cinematografico. Dall’inizio del nuovo millennio ai nostri giorni il cinema italiano ha prodotto un’infinità di “capolavori al contrario”. Pessimi film. Non solo pellicole imbarazzanti, ma anche opere spesso incensate da una parte della critica o amate dagli spettatori, che, a una lettura più analitica, rivelano crepe strutturali evidenti. Per queste ragioni, è nato il saggio. Si tratta di un viaggio in un mare sterminato di superba mediocrità. Lungometraggi che non sono stati visti nemmeno da chi li ha girati accanto a cinepanettoni in totale disarmo. Esordi di autori oggi considerati maestri a braccetto con stanche parabole comiche di registi dai pochi talenti, pellicole indipendenti e horror imbarazzanti. Il dizionario di Morelli e Paris nasce con un preciso intento: tracciare le coordinate, attraverso ferocissime e divertentissime recensioni, di tutto quello che di peggio ci ha regalato il cinema italiano negli ultimi vent’anni. Gli autori, da malati di cinema quali sono, vivisezionano cento pellicole e, grazie a un’analisi sottile e spietata, ne demoliscono le basi. E prendono di mira non solo i film più brutti, mal recitati e peggio girati, ma anche i finti capolavori, le cantonate autoriali e le opere che vorrebbero essere di culto ma si rivelano pastrocchi inenarrabili. Un’opera diretta e senza compromessi per ridere di tutte quelle pellicole che potrebbero essere classificate alla voce: “La grande bruttezza”.

Morelli e Paris non risparmiano nessuno. Tra le pellicole messe sotto esame figurano anche opere firmate da autori celebrati come Ferzan Özpetek, Mario Martone e Luca Guadagnino. Ma non bisogna dimenticare Ezio Greggio, Christian De Sica, Sergio Castellitto, i fratelli Vanzina, Neri Parenti, Federico Moccia, Paolo Genovese e Jerry Calà. “Per entrare in questo libro non basta aver girato un brutto film”, scrivono gli autori. “C’è bisogno di una spinta in più che trasformi il semplice disprezzo in ammirazione sgomenta. Bisogna essere sublimi”. Filippo Morelli ha scritto sul quotidiano il manifesto e sulle riviste Videotecnica, Cinema in casa, Tutto Digitale e sull’edizione italiana della britannica Hotdog. Cesare Paris, laureato in Storia e critica del cinema, ha collaborato come critico cinematografico per il sito Kataweb Cinema (La Repubblica), la rivista Film e il quotidiano Rinascita. Collabora con il mensile il Millimetro. È autore del saggio La risata amara – La morte della commedia all’italiana (Bibliotheka Edizioni, 2021). Sono numerosi i classici del trash menzionati in Filmacci: da Alex l’ariete di Damiano Damiani (un tempo autore di cinema civile), con Alberto Tomba e Michelle Hunziker a Belli ciao di Gennaro Nunziante, con Pio e Amedeo. Brilla la produzione di Gabriele Muccino (tra i “latifondisti del brutto”) e la comicità “abominevole” di Leonardo Pieraccioni, Fabio De luigi, Alessandro Siani. Si soffre col “fellinismo incontrollato di Walter Veltroni” o un film a caso di Luciano Ligabue, fino al delirante Pinocchio di Roberto Benigni. Come scrive Boris Sollazzo nella prefazione, “il grande merito del libro di questi due outsider liberi dai legacci di una professione cinematografica quotidiana, è rompere le schiere del buonismo diffuso”. Dario Argento compare nel libro con ben cinque titoli: Il cartaio, Dracula 3D, Non ho sonno, Occhiali neri e La terza madre. “Non possiamo perdonare al papà di Profondo rosso – scrivono Morelli e Paris – il tradimento che ormai da una ventina d’anni sta perpetrando nei confronti di chi, almeno fino alla metà degli anni Ottanta, lo riteneva l’unico autore capace di innovare il cinema horror-thriller nel nostro Paese”. Una sentenza.

(*) Filmacci. 100 film italiani da evitare dal 2000 a oggi di Filippo Morelli e Cesare Paris, prefazione di Boris Sollazzo, Bibliotheka Edizioni 2023, 346 pagine, 18 euro

Aggiornato il 23 novembre 2023 alle ore 05:48:35