La scena tagliata che racconta la storia di Tess in The Last of Us

È arrivata finalmente in Italia la serie tivù ispirata a The Last of Us, il celebre videogioco per PlayStation. Il 16 gennaio è andato in onda il primo episodio su Sky e Now Tv, che ha tenuto incollati allo schermo tutti i fan del genere e dell’omonima saga di videogiochi. In attesa dell’episodio numero due, sono emersi nuovi dettagli su alcuni personaggi, in particolare riguardo a Tess. Neil Druckmann, il direttore creativo della serie di videogame, ha raccontato le origini del personaggio in questione, che si legano sorprendentemente a quelle di Joel Miller.

Per prima cosa, questo dettaglio non sarà presente nei prossimi episodi della serie tivù, e non è approfondito neanche nei due videogiochi del franchise. Hbo ha in realtà girato una scena sulla backstory di Tess, ma alla fine è rimasta tra gli spezzoni esclusi. Per questo motivo Druckmann, insieme allo sceneggiatore della serie Craig Mazin, hanno raccontato senza riserve questo retroscena. I due ideatori hanno finalmente svelato un vero e proprio mistero che avvolgeva la figura di Tess, e in generale l’intero primo capitolo della saga di Naughty Dog.

Il direttore creativo ha rivelato che la “socia” di Joel Miller aveva un marito e un figlio, entrambi vittime dell’infezione. La donna è riuscita a uccidere l’uomo, ma non ha avuto il coraggio di fare lo stesso con il bambino, decidendo di rinchiuderlo in uno scantinato. La scena scartata da Hbo avrebbe svelato proprio questo particolare, ma aggiungendo un dettaglio agghiacciante: il figlio di Tess sarebbe ancora vivo, chiuso nella cantina, ma è tecnicamente diventato un clicker (un infetto al terzo stadio della “malattia”).

Forse un’occasione persa dagli sviluppatori sia del videogioco che della serie tivù, che avrebbe probabilmente coinvolto ancor di più gli spettatori e i giocatori. Questa rivelazione mette nuova luce sul legame tra Tess e Joel. Entrambi hanno perso i loro cari durante l’inizio dell’infezione, ed entrambi devono sopravvivere in un mondo ormai crudele e allo sbando, senza nessun affetto.