Harrison Ford è ringiovanito per “Indiana Jones 5”

Harrison Ford ha ammesso: “È un po’ inquietante”. L’attore è ringiovanito per Indiana Jones 5. Harrison ha trovato il suo alter ego più giovane “lievemente spettrale. Il rivedermi com’ero nei primi anni Ottanta quando uscì I predatori dell’arca perduta non mi ha spinto a desiderare di tornare indietro nel tempo: Mi sono meritato i miei anni”. Le prime immagini di scena del quinto episodio della popolare franchise sono state diffuse sul magazine Empire e mostrano l’80enne Ford all’età che aveva all’epoca della prima trilogia. L’effetto speciale di ringiovanimento è stato usato solo nelle sequenze di apertura del film, ambientate nel 1944 in un castello, in cui si vede l’avventuriero-archeologo con frusta e fedora di nuovo alle prese con una banda di nazisti. “Poi si corre in avanti e si arriva al 1969”, ha detto il regista James Mangold, che ha preso le redini della serie da Steven Spielberg: “Così per il pubblico non ci sarà un salto concettuale tra anni Quaranta e Sessanta: gli spettatori potranno sperimentare lo spirito di avventura di allora e poi l’inizio del presente”.

Indiana Jones non è l’unico film che ha usato la tecnologia digitale per giocare con l’età dei suoi attori. Celebre all’epoca fu The Irishman, il dramma di mafia di Martin Scorsese del 2019, in cui le tecnologie della Industrial Light & Magic già resa celebre dalla saga di Star Wars fu usata per far fare un bagno di giovinezza alle attempate star, tra cui Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. La producer Kathleen Kennedy di Indiana Jones 5 spiega che “l’idea è di far pensare che abbiamo trovato vecchi filmati d’epoca: una cosa girata tanti anni fa”. Per ringiovanire Harrison Ford sono state usate una serie di tecnologie avanzate tra cui un nuovo software che ha navigato attraverso materiali di archivio trovando le immagini che poi sono state sovrapposte a quelle frutto delle ultime riprese. Indiana Jones 5 si svolge sullo sfondo della corsa tra superpotenze al predominio dello spazio. Il film fa un passo indietro alle radici dei Predatori dell’arca perduta, mettendo Indiana di nuovo di fronte ai nazisti.

Una serie di scene sono ambientate alla parata che accolse gli astronauti dell’Apollo 11 a New York il 13 agosto 1969. Jez Butterworth, uno degli autori della sceneggiatura, ha sottolineato: “Il fatto è che il programma Apollo per lo sbarco sulla Luna era in mano a un gruppo di ex nazisti. Quanto fossero ex è una buona domanda”. L’antitesi di Indiana è uno scienziato chiamato Voller il cui personaggio, interpretato da Mads Mikkelsen, è liberamente ispirato a Wernher von Braun, l’architetto del programma spaziale della Nasa che in gioventù aveva fatto parte delle SS: “Un uomo – continua Butterworth – che voleva correggere il suo passato. C’è qualcosa che potrebbe fare il mondo un posto migliore e lui la vuole. Il problema è che la vuole anche Indiana. Così nasce la storia”.