La matrice di tutta la materia

Max Planck, in un discorso tenuto, nel 1944, dal titolo “L’essenza-natura-carattere della materia”, affermava che “avendo dedicato tutta la mia vita alla scienza più lucida, lo studio della materia, posso affermare questo sui risultati della mia ricerca sull’atomo: la materia in quanto tale non esiste! Tutta la materia trae origine ed esiste solo in virtù di una forza che fa vibrare le particelle atomiche e tiene insieme quel minuscolo sistema solare che è l’atomo. Dobbiamo presumere che dietro questa forza esista una mente cosciente e intelligente. Questa mente è la matrice di tutta la materia”. Nel secolo scorso i fisici hanno scoperto che la materia di cui sono fatti il corpo umano e l’universo non segue le leggi nette e precise della fisica che sono state considerate inviolabili per quasi tre secoli. Nella dimensione più microscopica della nostra realtà infatti, proprio le particelle atomiche di cui siamo fatti infrangono le regole secondo cui saremmo separati gli uni dagli altri e avremmo un’esistenza limitata.

A livello di corpuscoli tutto sembra essere collegato e infinito. Questo indica che dentro di noi c’è qualcosa che non subisce i condizionamenti del tempo, dello spazio e della morte. L’umanità esiste in un universo “non locale” dove tutto è costantemente collegato – la non localizzazione indica che esistono modalità secondo cui le cose che appaiono separate in realtà non lo sono –. Ci sono aspetti di noi che vanno al di là del “qui e ora” permettendoci di estenderci oltre il tempo e lo spazio. Il campo energetico costituisce sia la rete quantistica che tiene insieme l’universo sia il progetto energetico e infinitamente microscopico di tutto ciò che esiste. Dobbiamo capire la natura e il funzionamento del campo energetico.

Dal Dna del corpo umano agli atomi che costituiscono l’universo, gli elementi naturali scambiano informazioni più rapidamente della velocità della luce, vale a dire più velocemente di quanto Albert Einstein abbia predetto riferendosi alla velocità massima di trasmissione di qualunque cosa, in alcuni esperimenti i dati sono giunti a destinazione prima di avere lasciato il loro punto di origine! Le cose sono in grado di viaggiare più velocemente della luce e possono essere in due luoghi diversi simultaneamente. Albert Einstein era fermamente convinto che passato e futuro siano intimamente congiunti e formino la sostanza di cui è fatta la quarta dimensione, una realtà che denominò “spazio-tempo”. Ha scritto che “la distinzione tra passato, presente e futuro è solo una cocciuta e persistente illusione”.

Siamo collegati non solo con tutto ciò che fa parte della nostra vita ma anche con tutto ciò che sia mai esistito e con eventi che non sono ancora accaduti. Tutto è collegato con un campo intelligente di energia. Isaac Newton usava la parola “etere” per riferirsi a “una sostanza invisibile che permea l’intero universo”. James Clerk Maxwell ha descritto l’etere cosmico che collega tutto ciò che esiste come una “sostanza materiale di tipo più sottile rispetto ai corpi visibili che si suppone esista nelle aree di spazio che appaiono vuote”. Si concepiva l’etere come una essenza che riempie lo spazio vuoto, una vera e propria sostanza con una consistenza a metà tra la materia fisica e l’energia allo stato puro. È attraverso l’etere cosmico che le onde di luce possono viaggiare da un punto all’altro in quello che altrimenti appare un vuoto, così ragionavano gli scienziati.

“Non posso fare a meno di considerare l’etere, che può essere sede di un campo elettromagnetico con la sua energia e le sue vibrazioni, come dotato di un certo grado di consistenza quantunque diversa possa essere da quella della comune materia” affermava Hendrik Lorentz. Albert Einstein diceva che “lo spazio senza etere è impensabile. In uno spazio senza etere non solo non potrebbe avvenire la diffusione della luce ma non sarebbe nemmeno possibile l’esistenza di standard riferiti allo spazio e al tempo”. Che l’etere esista realmente come indicato da Max Planck nel 1944 è stato dimostrato con lo studio pubblicato su “Nature” nel 1986 dal titolo “Special Relativity”, in base all’ esperimento eseguito da E.W. Silvertooth il quale ha rilevato un movimento nel campo eterico, movimento collegato precisamente a quello della terra attraverso lo spazio, proprio come era stato predetto. Albert Einstein aveva parlato infatti di una forza misteriosa nell’universo.

Affermava che “la natura ci mostra soltanto la coda del leone “indicando che esiste qualcosa che va oltre la realtà come la percepiamo, anche se non siamo in grado di vederla dal nostro punto di osservazione cosmico. Questo qualcosa è collegato all’origine, “spiegando “così il fenomeno dell’entanglement quantistico che definiva una “Spooky action at a distance”. È il collegamento e la correlazione che si hanno tra le particelle a livello microscopico, ma che si rilevano anche tra le galassie, comportano che, pur essendo separati e non comunicanti e apparentemente in grado di comunicare tra loro, questi – particelle e galassie – agiscono come se fossero collegati!

Riassumendo, in breve: nel 1687 Isaac Newton ha pubblicato i suoi principi fondamentali della dinamica concependo l’universo come un enorme sistema meccanico dove lo spazio ed il tempo rappresentano valori assoluti. Nel 1867 James James Clerk Maxwell ha proposto l’esistenza di forze che non possono essere spiegate dalla fisica newtoniana ed insieme a Michael Faraday ha scoperto l’universo inteso in termini di campi di energia che interagiscono tra loro. Nel 1900 Max Planck ha pubblicato la sua teoria secondo cui il mondo è costituito da piccole esplosioni di energia chiamate “quanti”. Gli esperimenti svolti a livello quantistico hanno dimostrato che la materia esiste solo in termini di probabilità e di tendenze anziché di eventi assoluti, dunque la realtà potrebbe essere meno solida e reale di quanto si pensi.

Nel 1905 Albert Einstein ha proposto una concezione del tempo relativa anziché assoluta. Un aspetto fondamentale della relatività è che il tempo e lo spazio non possono essere separati ed esistono simultaneamente dando luogo alla quarta dimensione. Nel 1970 i fisici hanno scoperto che le teorie che descrivono l’universo in termini di minuscole e vibranti stringhe di energia possono essere usate per spiegare sia i fenomeni del mondo quantistico che quelli della realtà ordinaria. Nel 1984 la teoria è stata accettata come possibile ponte per unire tutte le teorie.

Un giorno di un vicino futuro si sta per scoprire la natura olografica di ciò che osserviamo nell’universo quantistico e di quello che vediamo nella realtà quotidiana. Siamo alla ricerca di una teoria unitaria del tutto. In questo percorso è di fondamentale importanza l’immaginazione perché quando l’idea che qualcosa possa realizzarsi si unisce al nostro sentire, ad una nostra emozione che danno vita ad una possibilità, si crea la realtà, noi creiamo la realtà. La teoria unitaria ha certamente a che fare con la nostra immaginazione e creazione.