Visioni. “Better Call Saul 6”, un finale di metà stagione scioccante

Il futuro promette nuovi inganni

Il settimo episodio mette in scena la definitiva trasformazione dei personaggi. La tensione emotiva della sesta stagione di Better Call Saul esplode in maniera irreversibile. Le puntate precedenti hanno preparato lo spettatore a uno sviluppo scioccante. Il geniale piano ordito da Jimmy McGill-Saul Goodman (Bob Odenkirk) e Kim Wexler (Rhea Seehorn) per screditare l’avvocato Howard Hamlin (Patrick Fabian) è finalmente deflagrato. Il settimo episodio, intitolato significativamente “Il piano e l’esecuzione”, è scritto e diretto in maniera esemplare da Thomas Schnauz. Sono diversi, e in contrasto tra loro, i sentimenti che suscita la puntata. Si ride, ci si commuove e, infine, si resta letteralmente terrorizzati. In Italia, Better Call Saul è in programma su Netflix, con un episodio ogni settimana, a partire dal giorno successivo alla messa in onda americana su Amc. La seconda parte (di sei episodi) dell’ultima stagione della serie tivù che ha entusiasmato pubblico e critica riprende il 12 luglio, per concludersi, definitivamente, il prossimo 16 agosto.

La truffa di Saul è compiuta. Per riuscire nell’intento, il pittoresco avvocato mette in piedi un set improbabile con l’obiettivo di scattare alcune foto “compromettenti”. Il fine è mandare letteralmente al tappeto il proprio acerrimo nemico Howard. Così la troupe assoldata realizza, con il contributo decisivo di Kim, una trappola memorabile. Che suscita fastidio e, insieme, irresistibile ilarità. Così, il satirico, il comico e il tragico si fondono insieme per raccontare l’epopea di un raggiro, portato fino alle estreme, inevitabili, conseguenze. A questo punto, ritorna in campo Lalo Salamanca (Tony Dalton), il narcotrafficante messicano che dopo avere superato incolume un attentato ai suoi danni, progetta di uccidere l’ossessivo Gustavo Fring (Giancarlo Esposito). Ma prima indaga sulla costruzione del laboratorio sotterraneo che ospiterà le infornate di metanfetamina di Walter White (Bryan Cranston) e Jesse Pinkman (Aaron Paul) nella “serie tivù madre” Breaking Bad.

Il capolavoro concepito da Vince Gilligan e Peter Gould si dipana attraverso eventi di eccezionale portata narrativa. La materia del racconto è diventata incandescente. Il settimo episodio è davvero l’inizio della fine della storia. La conclusione del settimo episodio del primo blocco di Better Call Saul 6 rappresenta un clamoroso punto di svolta. Il confine è stato oltrepassato. Nessuno può tornare indietro. D’ora innanzi, niente sarà più come prima. L’acme narrativo è stato raggiunto. E i prossimi capitoli promettono nuovi inganni. L’avvincente romanzo d’appendice televisivo procede spedito verso la sua conclusiva catarsi. 

1 e 2) Recensione del primo e del secondo episodio.

3) Recensione del terzo episodio.

4) Recensione del quarto episodio.

5) Recensione del quinto episodio.

6) Recensione del sesto episodio.