Eurovision, Achille Lauro fuori dalla finale

Achille Lauro resta fuori dalla finale del 66° Eurovision Song Contest. Il musicista romano, in rappresentanza di San Marino, non è riuscito a superare la semifinale del festival della canzone europea. Stripper, il brano di Lauro, non è bastato per convincere giurie e televoto. Come sempre, il cantante è stato eccessivo. Al cospetto dei numerosi spettatori del Pala Olimpico di Torino si è presentato, tra vampate di fuoco, in tuta di pizzo nero trasparente e cappello da cowboy. Puro delirio kitsch. Per la verità in perfetta sintonia con la kermesse, che rappresenta il trionfo del cattivo gusto in musica. Prima di salire sul toro meccanico, Lauro – ripetendo un gesto già visto a Sanremo – si è avvicinato al suo chitarrista Boss Doms per un bacio sulla bocca. Anche Emma Muscat per Malta, conosciuta in Italia per la sua partecipazione ad Amici, è rimasta fuori.

Tuttavia, gli ascolti premiano l’Eurovision. Ieri 5 milioni 538mila telespettatori, pari al 27.7 per cento di share, hanno seguito su Rai1 la seconda semifinale. Gli ascolti sono in linea con quelli della prima semifinale, che aveva raccolto 5 milioni 507mila spettatori, pari al 27 per cento. “Siete caldi?”. Come Madonna nel leggendario concerto del 1987 a Torino, Laura Pausini ha salutato il pubblico del Pala Olimpico dando il via alla seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest che ha decretato gli altri dieci finalisti che sabato sera si daranno battaglia per la vittoria finale. Belgio, Repubblica Ceca, Azerbaijan, Polonia, Finlandia, Estonia, Australia, Svezia, Romania, Serbia vanno a raggiungere Svizzera, Armenia, Islanda, Lituania, Portogallo, Norvegia, Grecia, Ucraina, Moldavia, Olanda che avevano già conquistato la finale martedì. Hanno accesso diretto alla serata di sabato anche i Big Five Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e Italia, con il duo Mahmood e Blanco.

Ad Alessandro Cattelan l’onore di aprire la semifinale con un autoironico ritratto degli italiani – con la nomea di popolo al quale manca il rigore – alle prese con la preparazione di un grande evento come l’Eurovision. Poi la gara, come ormai il pubblico ha imparato, è corsa via veloce con i 18 Paesi in gara che si sono esibiti in un’ora e mezzo. Dal rock potente di Jezebel dei Rasmus per la Finlandia, allo scenografico Sheldon Riley per l’Australia con una sorta di abito da sposa e retina pesante a coprirgli il volto, agli scatenati romeni Wrs. L’Eurovision non ha dimenticato neppure stasera la crisi in Ucraina: Laura Pausini e Mika, invocando la pace, hanno intonato Fragile di Sting e People have the power di Patti Smith.

C’è spazio anche per un omaggio al Festival di Sanremo, padre putativo dell’Eurovision: “È la storia italiana, che va ricordata”. E allora come il Royal Wedding in Gran Bretagna o il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, Sanremo – da Domenico Modugno ai Maneskin – è la tradizione italiana. Nella finale votano tutte le nazioni partecipanti. A prendere il testimone di Diodato che lo scorso martedì ha acceso il palco piemontese con il suo brano vincitore di Sanremo Fai rumore, saranno i tre artisti de Il Volo, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble. Quest’ultimo essendo risultato positivo al Covid si esibirà in versione virtuale.