Eurovision 2022, l’Ucraina conquista la prima semifinale

Dopo la vittoria dei Maneskin dello scorso anno, l’Eurovision arriva in Italia. Al del festival della canzone europea, l’Ucraina conquista la prima semifinale. I Kalush Orchestra al Pala Olimpico di Torino, nel momento più difficile per il loro Paese, presentano Stefania. Un brano tutto da ballare, in un ambizioso connubio tra folk e rap. “Troveremo la strada di casa, anche se tutte le strade sono distrutte”. E l’impatto emotivo tra decine di bandiere giallo-blu che sventolano è notevole. L’edizione italiana della kermesse, condotta dal trio composto da Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan, omaggia Luciano Pavarotti con un timido accenno al pucciniano Nessun Dorma. Poi, il ricordo di Raffaella Carrà, con la sua Fiesta. Tra gli ospiti figurano un intenso Diodato. Dardust, invece, trasforma il Pala Olimpico in una discoteca, con l’omaggio alla dance italiana. Il seguito è solo frastuono, cattivo gusto luci, fiamme e deliranti balletti.

Alla prima semifinale del 66° Eurovision Song Contest partecipano diciassette artisti, rappresentanti di altrettanti Paesi. In media la serata – poco più di due ore di spettacolo – è stata seguita da 5 milioni 507mila spettatori, pari al 27 per cento di share. Sono in dieci a conquistare la finale di sabato (non in ordine di classifica): Svizzera, Armenia, Islanda, Lituania, Portogallo, Norvegia, Grecia, Ucraina, Moldavia, Olanda. È stata l’Albania ad aprire la gara con Ronela Ajati, la prorompente cantante diventata simbolo del body positivity. “Non coprirti mai, non vergognarti del tuo corpo” è il suo motto. Giovedì è in programma la seconda semifinale, con gli altri dieci artisti che conquisteranno la serata di sabato. In gara anche Achille Lauro per San Marino e Emma Muscat per Malta.

Purtroppo l’apertura della manifestazione è stata macchiata da un “incidente” i cui contorni non sono ancora chiari. Alcune giovani volontarie hanno denunciato molestie durante il party inaugurale di domenica alla Reggia di Venaria da parte degli artisti di alcune delegazioni. Accuse smentite dal Comune di Venaria. “Se mai mi fossi accorta che c’era qualcosa che non andava, sarei intervenuta io per prima”, ha spiegato la funzionaria comunale Alessandra Aires, coordinatrice dei Delegation Host, i 120 ragazzi che accompagnano le delegazioni. A quanto risulta, non sono state presentate denunce alle forze dell’ordine.