Il lungo viaggio di Fraintesa, un inno alla vita

“Nell’ultima chiamata che mi ha fatto, due giorni prima di morire, mi ha chiesto di portarle un Estathé. Credo sia stata l’ultima cosa che ha bevuto su questa terra”. Francesca Barbieri, conosciuta come Fraintesa, è stata una delle prime travel blogger italiane di professione. Nel 2018 ha scoperto di avere un tumore al seno, nel 2021 (il 2 aprile) è deceduta: aveva 38 anni. Ha deciso, a un certo punto, di raccontare la malattia. Così ha pensato di effettuare un viaggio intorno al mondo, viaggio interrotto il 7 dicembre “mi chiamò dalla Costa Rica alle 7 del mattino, per dirmi mi hanno trovato delle metastasi, prendo il primo aereo e torno a casa. Puoi venirmi a prendere?”. Quella forza nell’andare avanti è stata raccolta nel libro “Vivi ogni giorno come se fosse il primo. Il lungo viaggio di Fraintesa” (edito da Piemme), realizzato in collaborazione con il giornalista Andrea Riscassi, compagno di Francesca, che ha rilevato come un’intera comunità di malati di cancro aveva trovato in lei “una voce, una testimone”.

Francesca Barbieri aveva creato l’hashtag #3cosebelle ed è l’autrice del video, diventato popolare, dal titolo “Patate fritte, pasticiotti, volersi bene”, dove raccontava: “Sono qui a Lecce in vacanza, sono andata al ristorante e al tavolo dietro di me si è seduta una coppia molto giovane. Al momento dell’ordinazione la ragazza della coppia l’ho sentita che diceva: “Prendiamo delle patate fritte! Anzi no, prendiamole arrosto, perché quelle fritte fanno ingrassare”. Quando sono andata via mi sono girata per guardarli: un ragazzo e una ragazza magrissimi, evidentemente non in sovrappeso, anzi”. E ancora: “Per chi non lo sapesse, due anni fa ho avuto la diagnosi di tumore al seno e da allora io lotto ogni giorno per vivere. La mia vita è cambiata molto, io sono cambiata molto, anche fisicamente. Ho perso dieci chili. Adesso peso 47 chili, sembro uno scheletro, non c’è neanche un vestito che mi vada bene. Ma non è questo il fatto. È che sono riuscita a pesare 50 chili come volevo anni fa, anzi, pure meno, e ho perso completamente la cellulite, tutto per conseguenza della chemioterapia. E io adesso rivorrei i miei fianchi larghi e la cellulite, se potessi… Se potessi tornare indietro a quando potevo mangiare il cavolo che mi pare, mi godrei molti più piatti di patate fritte”. Fino alla chiosa “volete le patate fritte? Ordinatevele. Se ordinate qualcos’altro ingurgiterete insoddisfazione, non sarete felici, butterete dentro di voi un surrogato di felicità. Ma chi ve lo fa fare? Ma godetevela”.

E poi il viaggio tra Hong Kong, Polinesia e l’Australia, Paese con cui aveva un “magnifico rapporto. Avevo trovato su Facebook un concorso che metteva in palio la possibilità di farsi un mese da ranger ai Philip Island Nature Parks. Ho inviato un video e ho vinto! Da quel giorno la mia vita è cambiata. Ho fatto esperienze incredibili e sono entrata in contatto con la natura più di quanto non mi fosse mai successo prima e in modi completamente diversi”.

La parte finale – “La Malattia” – è incentrata su Milano, la Puglia, il Trentino, Rimini, fino all’ultimo post: “È successo che lunedì mi hanno chiamata e mi hanno detto che mi avrebbero ricoverata il giorno dopo per analisi e accertamenti. E così il sogno di festeggiare il compleanno a casa è saltato. Ma… ho mangiato la mia torta preferita (Oreo cheesecake) in anticipo, lunedì, e la sera a sorpresa mi sono ritrovata le mie amiche davanti a casa, con i palloncini dei Minions e una torta finta (cioè uno scatolone) con le candeline sopra da spegnere. Ma… erano quelle candeline eterne che non si spengono mai”.

“Quando il 2 aprile 2021 Francesca ci ha lasciato – ha ricordato Andrea Riscassi – insieme a Fondazione Airc e alle amiche della sua community abbiamo deciso di lanciare una raccolta fondi a favore della ricerca sul cancro e in pochissimo tempo abbiamo superato i 167mila euro. Questi fondi, insieme a una parte delle royalties di questo volume, saranno destinati da Airc al finanziamento di borse di studio per giovani ricercatori che vogliano intraprendere un percorso di formazione all’estero in campo oncologico. L’idea è stata di Airc ma Fra, che supportava attivamente la Fondazione, ne sarebbe stata davvero orgogliosa. Con i restanti proventi, la famiglia attiverà iniziative personali e benefiche in ricordo di Francesca”.

Tutto passa “è il tatuaggio sul petto di un anziano pescatore che Fra aveva scelta come salvaschermo per il suo telefono. Tutto passa amore mio – ha terminato Riscassi – ma tu sarai sempre con noi”. Già. E resteranno anche i consigli di Fraintesa. Uno su tutti: “Circondatevi di positività. Eliminate dalla vostra vita tutto ciò che è tossico, che vi fa male. Se una persona vi turba e vi porta ansia o tristezza, allontanatela, almeno per un po’. Circondatevi di chi vi fa stare bene. Ciascuno troverà conforto e risposte in modi distinti. Ciò che conta è ascoltarsi, ascoltarsi davvero e cercare di nutrirsi di energie positive e di serenità. Se puoi salire su un gradino, puoi salire su una montagna. Non possiamo fermare le onde, ma possiamo imparare a fare surf. A Francesca Barbieri è stato dedicato un murale. L’opera, realizzata dalla street artist SteReal (Stefania Marchetto) e che si trova a Milano, è posizionata fuori dalla fermata M5 Monumentale della linea 5 del metrò.

Tutto passa. Il resto è tra le righe. E nel cuore.

(*) Francesca Barbieri, “Vivi ogni giorno come se fosse il primo. Il lungo viaggio di Fraintesa”, Piemme, pagine 169, euro 16,90