Trent’anni senza Freddie Mercury

Freddie Mercury scompare il 24 novembre 1991. Il cantante muore a 45 anni, nella sua casa londinese di Logan Place, a causa di una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all’Aids. Trent’anni dopo la morte, il nome del musicista è scolpito nella memoria di milioni di persone. Freddie Mercury, al secolo Farrock Bulsara, con ascendenze parsi e indiane, nasce a Zanzibar. Diventa il frontman di una delle band più amate della storia del rock: i Queen. È un cantante trasgressivo e coraggioso. Tra i più esplosivi mai visti su un palco. Con la sua band, insieme a Brian May, John Deacon e Roger Taylor trova la sintesi della sua poliedrica personalità: innamorato della lirica (celebre il duetto con il soprano Montserrat Caballé per l’inno olimpico Barcelona Barcelona), ama Jimi Hendrix, Elvis Presley, i Led Zeppelin, i Black Sabbath, Liza Minnelli, David Bowie e il Glam rock di Marc Bolan.

Freddie Mercury è un uomo colto, di grande curiosità, autore di una miscellanea di generi musicali diversi. Dalle intuizioni geniali come Bohemian Rapsody alla colonna sonora di Metropolis realizzata con Giorgio Moroder. Il numero di canzoni che scala la hit parade è eccezionale: da We Are The Champions a Radio Ga Ga, da Love of My Life a Under Pressure, da Somebody To Love a Crazy Little Thing Called Love a We Will Rock You. Performer teatrale e barocco, dal vitalismo doloroso, mai compiaciuto. Incredibili le doti vocali unite al talento purissimo di pianista. Uomo tormentato, attraversato da deliri di onnipotenza e da lacerante autocritica, conduce una vita spericolata, piena di eccessi, proteso sempre alla ricerca della felicità. Fallisce solo quando si mette in proprio. Lontano dai Queen, la sua aura luminosa si affievolisce.

Dopo la sua morte, John Deacon decide di abbandonare le scene. Brian May e Roger Taylor provano a tenere in piedi i Queen attraverso tournée, musical e la produzione del film Bohemian Rhapsody di Bryan Singer. Uno straordinario successo che racconta le vicende dei Queen. Dalla nascita della band nel 1970 fino al concerto Live Aid di Wembley, nel 1985. Con un budget di 52 milioni di dollari, la pellicola arriva a incassarne un miliardo, vincendo quattro Oscar (Miglior attore protagonista a Rami Malek; Miglior montaggio a John Ottman; Miglior sonoro a Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali; Miglior montaggio sonoro a John Warhurst e Nina Hartstone). È la clamorosa dimostrazione di cosa rappresenti la band nell’immaginario collettivo. Una storia, quella dei Queen e di Freddie Mercury, che diventa mito.