Quando studiare fuori dall’Italia presenta alcune difficoltà

Se vostro figlio festeggia perché è stato selezionato per compiere un percorso formativo tipo Erasmus, presso l’Università di Utrecht o un Master prestigiosissimo presso la medesima università, dopo il brindisi di rito, è il momento di pensare immediatamente all’alloggio, al luogo che dovrà essere la sua base per la permanenza di studio. La città universitaria di Utrecht si trova al centro dei Paesi Bassi; si respira un’aria giovane e moderna: basti pensare che su 300mila abitanti, 70mila sono studenti, facile pensare subito che il futuro sia lì. L’Università sta facendo una grande opera per attrarre studenti da altri Paesi e giovani talenti ma, passata l’euforia, si scopre che trovare casa a Utrecht è un’impresa difficile, anzi difficilissima. È preferibile iniziare la ricerca con largo anticipo: essendo una città studentesca, la domanda di appartamenti, case e stanze è costante e supera l’offerta e non è semplice concretizzare quanto si desidera.

Una situazione che mette a dura prova sia i giovani olandesi, che quanti provengano da varie parti d’Europa, con l’unica differenza che quest’ultimi si trovano in una situazione di ulteriore svantaggio: da soli in una nazione straniera, con regole del tutto proprie. Tutti parlano inglese perfettamente, è vero, ma gli annunci sono preferibilmente in olandese e districarsi in un labirinto di siti Internet, hospiteeravond, working only, non è facile. A differenza di altri atenei europei, le università con sede ad Utrecht non posseggono alcun edificio adibito a studentato e, quindi, destinato ad alloggio. La ricerca si fa soprattutto effettuata online, con regole ben precise che è meglio conoscere prima di recarvisi.

Per prima cosa, occorre stabilire se stiamo cercando una soluzione Short stay, ossia una breve permanenza, stimabile tra i 6 e i 12 mesi o, invece, un periodo di lungo soggiorno (long stay), cioè superiore a 12 masi. La possibilità per uno studente, in genere, è di rivolgersi alle agenzie convenzionate che offrono 20/25 metri quadri, comprensivi di un piccolo angolo cottura, un bagno privato, letto, piccolo armadietto e scrivania e una mini-libreria. Gli alloggi in queste residenze sono paracentrali, e, in genere, consentono di raggiungere il centro di Utrecht con 15 minuti di bicicletta. Di seguito ne puoi trovare due indicate sul sito della stessa Università: Ssh; Fizz.

Se la ricerca fallisce presso le agenzie convenzionate, esistono due altri siti per procedere alla ricerca di un alloggio privato. Attenzione in questo caso: trovare un alloggio dove stare è molto importante, considerato che in Olanda si ha la necessità di una residenza legale per registrarsi presso il comune e ottenere la possibilità, ad esempio di usufruire di un medico generico. Alla stipula di un contratto abitativo di qualsivoglia natura, consegue automaticamente l’indirizzo necessario alla registrazione. Diffidate di stanze in affitto o di appartamenti senza registrazioni: perché senza registrazione non si può fare nulla, nemmeno l’abbonamento telefonico (ma l’acquisto di un numero ricaricabile sì). Fare la registrazione significa andare al Comune a farsi rilasciare il Bsn. Il Bsn è un numero identificativo: il codice fiscale locale.

L’attesa per l’appuntamento in ogni comune è lunga, arriva anche a un mese e si richiede online: senza presentazioni in loco. Ricordate che, in genere, solo due studenti possono registrarsi per ogni immobile, se non appartenenti alla stessa famiglia. Negli appositi siti di ricerca Kamernet; si prende contatto direttamente con il proprietario, Landlord, nuove stanze vengono offerte ogni giorno, non ci sono intermediazioni, ma, se la consultazione degli alloggi è gratuita, per prendere contatto con il Landlord occorre una quota di iscrizione Premium che si rinnova periodicamente in base alla tariffa scelta, se non la si disdice. I Landlord sono spesso molto selettivi, quindi siate pazienti, scrivete una descrizione accattivante e candidatevi all’annuncio a cui siete interessati con una bella presentazione. Prima di effettuare qualsiasi tipo di pagamento è bene richiedere sempre una visita della casa o dell’appartamento. Sul notissimo portale di Facebook: esistono svariati gruppi dedicati appositamente alla ricerca di alloggi per studenti sui quali quotidianamente vengono proposte nuove opzioni di affitto. Ma qui dovete essere rapidissimi e cogliere con attenzione l’attimo, non siete i soli! Gli alberghi vanno bene per una soluzione temporanea, massimo un mese: sono in genere pochi e piuttosto costosi.

Le agenzie difficilmente affittano stanze, quasi tutte vendono. Per un appartamento occorre cercare le agenzie specializzate e prenotare un appuntamento, come sempre online. Per stipulare un contratto di affitto occorre essere in possesso di un contratto di lavoro, oppure essere in grado di dimostrare di avere mezzi sufficienti per sostenerne il costo. In genere, l’agenzia trattiene una mensilità per la mediazione e il locatore da una a tre mensilità, come caparra. In ogni caso, non effettuare mai pagamenti in anticipo, con servizi ambigui, non assicurati, nella valutazione di un centro studi (sia ospitante, che di origine). Vi è inoltre un’interessante tradizione, le serate in cui sono invitati tutti coloro che hanno scritto o manifestato interesse per un immobile, spesso studenti, i cui dati sono stati raccolti. Tutti, previo contatto, visitano la casa nello stesso momento e il Landolord decide attraverso una prima impressione e un giro introduttivo.

Sono le così dette serate “Hospi”, una modalità di radice tipicamente olandese, da noi inesistente: una sorta di corsa all’oro, folle e confusionaria. Occorrerebbe dunque fare luce su un aspetto fondamentale: le nostre Università che indirizzano ai ragazzi di fare un esperienza Erasmus o un Master dovrebbero essere proattive e fare delle convenzioni gestite in house (dall’Italia), in modo che tanti giovani non siano mandati allo sbaraglio alla ricerca di un alloggio e siano intermediati dalle loro Università di appartenenza. Quanto descritto dovrebbe trovare attuazione, proprio per consentire a tutti quel diritto allo studio che è sancito, sulla carta, dalla stessa Costituzione.