Il terremoto spopola l’Appennino, lupi e cinghiali si riprendono gli spazi

Il cratere del terremoto, dall’Abruzzo alle Marche, torna a quando le genti italiche si intrattenevano lungo i corsi d’acqua. L’antichissimo corridoio faunistico tra i comuni di Cerreto e Matelica, al confine tra le province di Ancona e Macerata, è un importante punto d’osservazione per lupi, cinghiali, caprioli ed altri animali selvatici che si spostano lungo l’Appennino marchigiano o discendono verso sud sino all’Abruzzo. Oppure rimangono in branchi per spostarsi dalle montagne umbre alla dorsale del Monte San Vicino. La costruzione della Pedemontana, una strada che non ha recinzioni e non è stata dotata di adeguati sottopassi per permettere agli animali selvatici l’attraversamento, rappresenta l’interruzione innaturale a questi corridoi faunistici. Un ostacolo insormontabile per questi animali, che rischiano di essere investiti e causare gravi incidenti stradali con conseguenze anche per l’uomo. Attualmente dall’Abruzzo alle Marche l’unico fattore di contenimento del cinghiale è il lupo appenninico. Ne parla Danilo Baldini, storico del naturalismo marchigiano in questa videointervista a cura di Ruggiero Capone.