Caso Forteto: confermata la condanna a Fiesoli

Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d’appello che aveva condannato Rodolfo Fiesoli, capo e fondatore della comunità fiorentina del Forteto, a 14 anni e 10 mesi. Una lunga trafila giudiziaria che adesso sembra essere arrivata finalmente a compimento.

Un vero e proprio sospiro di sollievo per le vittime di colui che veniva da tutti chiamato “il profeta”. I reati contestati a Fiesoli sono abusi sessuali, anche su minori, e maltrattamenti. Abusi avvenuti proprio all’interno del Forteto, cooperativa che lo stesso Fiesoli aveva fondato nel lontano 1977. Una realtà che per anni è stata considerata un fiore all’occhiello della Toscana “rossa”, tanto da aver ricevuto ingenti finanziamenti pubblici dalla Regione, oltre a vari esponenti di sinistra che più volte hanno utilizzato la cooperativa come meta durante le campagne elettorali, locali e nazionali.

All’interno della struttura, come emerso in seguito alle inchieste giudiziarie e a tre commissioni d’inchiesta, furono commessi abusi psicologici e sessuali nei confronti di minorenni e disabili affidati alla comunità dal tribunale minorile. Una vera e propria “setta” a cui si aggiunge la sorpresa che gli affidi alla struttura erano proseguiti anche dopo le prime condanne giudiziarie.   

“Con la sentenza appena emessa dalla Cassazione – afferma il vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Stefano Mugnai – giunge finalmente al traguardo anche giudiziario la drammatica vicenda del Forteto, teatro di orrori e abusi ai danni dei minori che lì venivano affidati dalle autorità. Per le vittime, i bambini di allora, questo punto fermo costituiva la condizione indispensabile per poter guardare avanti sentendosi legittimati nei patimenti subiti. Per gli aguzzini, e in particolare per Rodolfo Fiesoli, auspichiamo sia finalmente giunto il tempo che sia messo in condizione di non nuocere più ad altri dopo che in questi mesi è stato libero di avvicinare ragazzini nei bar e davanti alle scuole di Aulla”.

E ancora: “L’istituzione della Commissione parlamentare è stata fatta slittare anche nelle ultime settimane. Ci auguriamo che il Partito Democratico e le sinistre non intendano procedere per rinvii pur di non affrontare la verità dei fatti e che presto si possa iniziare a lavorare per approfondire il quadro delle responsabilità politico-istituzionali”.