“Gap”: il gruppo segreto che ripulisce la città

Abbiamo imparato a conoscere “Retake Roma”, cittadini comuni che, per conto proprio, si sono mobilitati per riqualificare le strade della città. Ora arrivano i Gap, Gruppi artigiani pronto intervento, un’organizzazione segreta composta da venti persone che agisce di notte, a volto coperto, per fermare il declino urbano di Roma. E non solo nella capitale. I volontari auto-organizzati si stanno sviluppando da Nord a Sud, da Bolzano a Catania.

Rispetto al primo gruppo, i “gappisti” agiscono a volto coperto, perché le loro azioni non sono concordate con i comuni e per questo motivo potrebbero incorrere in pesanti multi se venissero colti sul fatto. Riempiono le buche, ridipingono le strisce pedonali e raccolgono i rifiuti. Azioni di stampo civile che hanno come unico scopo di ridare alle città un volto pulito e civile. Ma non pensate che siano un gruppo politico. A Roma, ad esempio, il gruppo non dà la colpa al sindaco Raggi per il declino in atto nella capitale. Puntano il dito piuttosto sui diversi governi di destra e di sinistra che si sono succeduti e che non hanno valorizzato la città, portandola poco per volta alla rovina. La loro fama ha valicato anche i confini nazionali, per approdare sul Guardian dove hanno spiegato le loro ragioni.

Con cappucci e sciarpe, girano per le strade di Roma all’alba e, una volta completata l’operazione di “restauro”, lasciano la loro firma: un logo con un martello e un cacciavite. La scelta del nome è un omaggio ai partigiani dei Gruppi di azione patriottica, che hanno combattuto i fascisti durante la seconda guerra mondiale; questo nome è stato scelto perché molti dei genitori o nonni dei volontari erano partigiani e volevano onorarne la memoria. La gang ha anche distribuito dei volantini con cui esorta i romani a seguire il loro esempio. Nel flyer si legge: “Gap è una organizzazione segreta che invece di condurre azioni di sabotaggio, ripara laddove la burocrazia fallisce. Individua il tuo obiettivo, organizza e ripara: diventa tu stesso un gappista!”.