Burocrazia arrogante e…

Giacché abbiamo recentemente accennato al pubblico impiego, diamo adesso un’occhiata al regime burocratico che lo accerchia.

I poteri della cosa pubblica, in quanto legati alla fallibilità umana, non possono avere pretesa di dogmatismo. Però la presuntuosità esiste e guarda caso, alberga maggiormente negli individui impreparati e nello stesso tempo, arroganti. Non sarà così per tutti ma, gli ambienti di lavoro d’altro tipo, sembrano mediamente meno arroganti e più elastici degli ambienti della burocrazia. Eppure, in quanto portatori di ruoli pubblici, i burocrati dovrebbero essere i più umili!

Anche se non si deve fare di tutte l’erba un fascio, sembra che il lavoro alle dirette dipendenze del settore pubblico, quindi anche della politica istituzionale, esponga a una sorta di contaminazione da prepotenza. Accade raramente che il cittadino tragga soddisfazione dal proprio rapporto con le istituzioni; ciò è un fatto. Negli enti dello Stato, ogni cosa galleggia nel mare della complicazione e come se provocasse un cambiamento genetico, porta alla metastasi popolare della rassegnazione o al risentimento.

La gente vede le grandi questioni come lontane mentre, per quelle giornaliere e più vicine, è come rassegnata a mettere in preventivo perdite di tempo e di denaro. Al raro buon senso, si sommano mille perversi balzelli per ogni licenza, collaudo, autorizzazione, parere, servizio, adempimento, intervento, delibera, accertamento, istanza… e quant’altro.

Inoltre, chissà perché, nel mondo che si trasforma in “on-line”, i siti e le piattaforme delle pubbliche amministrazioni funzionano malissimo e sembrano realizzati dall’incompetenza. Qual è il motivo di tanti meccanismi così farraginosi e irrispettosi del cittadino? Chissà! Certo è che, quando si ha a che fare con l’apparato pubblico, ci si imbatte nelle “assurdità più assurde”.

La presentazione di qualsiasi richiesta; la correzione di un dato in un documento; l’interpretazione di una norma; lo scarica barile delle responsabilità; tutto è davvero assurdo e sebbene le vostre questioni si risolveranno, davanti a voi ci sarà sempre una faticosa avventura. Del tempo dei cittadini, sembra che alla burocrazia non gliene importi nulla; del denaro invece no, di quello gliene importa molto. Vi è giunta l’intimazione di un pagamento non dovuto? Auguri! Sappiamo tutti di cittadini che, nella fattispecie d’importi minori, decidono di pagare perché opporsi ai sensi di legge, costa più che subire. In più, come accade per certe multe, quest’impiccio è così diffuso che viene da pensare che sia un espediente estorsivo di “pubblico arrotondamento”.

Il rapporto con le istituzioni è impostato all’insegna della sudditanza e se pure dichiarino d’ispirarsi alla decenza, esse interagiscono con prepotenza.

Insomma, scegliete; secondo voi il cosiddetto apparato è nostro amico e ci difende, oppure è una specie di vampiro che ci succhia e opprime? È consentito sospettare che detti usi burocratici siano finalizzati ad estorcere denaro ai cittadini, secondo norma e legge?