Il Governo straparla e l’Italia invece tace

Che dalle parti della maggioranza fossero gaffeur è più che noto, ma qui dalle gaffe siamo passati a dichiarazioni sconcertanti e allarmanti, di fronte alle quali le semplici correzioni sulle interpretazioni, non solo non bastano ma meritano interventi superiori e ordinativi.

Per farla breve ci mancherebbe che il Premier tranquillizzasse i cittadini sull’invio della polizia a casa per l’identificazione dei presenti e l’uso delle mascherine, Conte e Speranza assieme, avrebbero dovuto andare in tv a scusarsi, per una uscita improvvida da regime sudamericano.

Insomma nelle democrazie del mondo i ministri si dimettono per infinitamente meno che l’invito alla delazione per suggerire una irruzione delle forze dell’ordine nelle case private, che dimostra un modo di pensare da regime militare.

Se a questo poi, aggiungessimo la precisazione del Premier, che “almeno per ora”, non saremo perquisiti in casa, siamo all’inverosimile, ci mancherebbe solo che per una cena con parenti, congiunti oppure cari amici, rischiassimo di ritrovarci i militari in casa, insomma non scherziamo.

Qui delle due l’una, o la costituzione per i giallorossi è diventata chiffon de papier e allora siamo alla frutta, oppure bisogna dire basta alle intimidazioni, insomma chi sta al governo e guida il paese non deve permettersi certe uscite e certe frasi, altrimenti va a casa.

Oltretutto in un periodo in cui i cittadini sono sottoposti ad uno stress eccezionale, sia per la pandemia e soprattutto per l’economia, costretti ad una quantità di limitazioni delle libertà costituzionali e a sacrifici che vanno oltre ogni pensiero. Del resto già gli stessi Dpcm, parliamo di atti amministrativi, sono al centro del dibattito di giuristi e costituzionalisti per l’uso frequente, seppure sostenuto dall’emergenza nazionale, figuriamoci la violazione del domicilio e le perquisizioni a casa, est modus in rebus. Per non dire che nessuno spiega, come sia possibile un Dpcm che confligga con leggi esistenti che in quanto tali sono atti superiori, insomma andare per strada a volto coperto è vietato perché alla vista ogni cittadino deve essere identificato.

È questo il motivo per cui ogni documento deve essere dotato di una foto, altrimenti non ci sarebbe ragione, eppure con le nuove disposizioni a volto coperto dobbiamo andare sempre e ovunque, perché sia chiaro ci sono mascherine che occultano praticamente tutto il volto tranne gli occhi, per i quali però basta un paio di occhiali e il gioco è fatto.

Sia come sia va bene tutto anche se molti obblighi paiono eccessivi, da bravi cittadini obbediamo per il bene supremo e collettivo, però quando è troppo è troppo, quando si arriva a parlare di polizia in casa, di delazione, controlli sul numero di parenti e amici cari da invitare, senza una base scientifica assoluta e provata, non solo non va bene ma serve una risposta chiara e perentoria.

Insomma non può bastare una precisazione che oltretutto sa di toppa peggiore del buco, ma serve un intervento della consulta oppure della suprema magistratura del Paese, che faccia chiarezza sui diritti intangibili dei cittadini e sulla assoluta e certa temporaneità di alcuni provvedimenti, perché altrimenti la gente non solo si spaventa giustamente, ma può reagire.

Del resto scusate i pesi e contrappesi costituzionali gli estensori della carta li misero apposta, perché una democrazia vera vive di questo, visto che in caso contrario si entra in un terreno pericoloso dove il diritto diventa fragile e fumoso, “qui custodiet ipsos custodes” scriveva Giovenale nella sua sesta satira.

Per farla breve, già l’Italia si trova in un passaggio drammatico economico e sociale, spaccata in due fra un pezzo che sta al sicuro del posto e del mensile, e un altro che rischia tutto, dal lavoro all’azienda, dalla bottega al laboratorio, dall’incasso al futuro, mettergli addosso altre paure ci sembra insopportabile e pericoloso.

Purtroppo torniamo alla partenza, alle condizioni ex ante la formazione giallorossa, perché già l’esperienza gialloverde, una forzatura disgraziata, aveva dimostrato che un paese non può essere governato da incapaci, disuniti e confliggenti, aver trascurato quell’esperienza sciagurata per raddoppiarla con una addirittura peggiore è stato un incredibile errore.

Ecco il motivo per cui siamo allo sbando, all’utilizzo a piè sospinto dei Dpcm interferenti la costituzione, a provvedimenti che bruciano decine di miliardi senza che il Pil se ne accorga, a dichiarazioni pericolose o fantasiose a partire dalla ripresa economica e sociale, a disposizioni che lasciano di stucco tipo l’invio dei 9 milioni di cartelle e il rinvio costante degli aiuti necessari. Perché, sia chiaro, vi sono centinaia di provvedimenti sui finanziamenti che sono fermi nei ministeri, così per i decreti attuativi, misure annunciate non approvate e promesse che vengono traslate perché non si sa come mantenerle, c’è gente che ancora aspetta la Cig, le linee di credito, i bonus e quei pochi aiuti utili e necessari mentre la produzione sprofonda nell’abisso.

Ecco perché diciamo che dalle parti della maggioranza si straparla mentre l’Italia tace, è una fortuna che ancora sia silente, servirebbe l’esatto contrario un paese parlante e richiedente e un esecutivo silente ma operativo, rapido, capace, competente e soprattutto diverso dall’attuale, altrimenti può finire male. A buon intenditor, poche parole.