Grosso errore abboccare

Cosa altro debba fare Giuseppe Conte al centrodestra per rendersi inascoltabile, francamente non si sa, mentre è noto ciò che ha fatto, dai giudizi pesanti su Matteo Salvini nell’insediamento al Senato, alle accuse pubbliche in diretta di mendacio anche a Giorgia Meloni, a tutte le proposte cestinate fino ad ora. Tanta roba così pesante che basterebbe e avanzerebbe per rifiutare qualsiasi altro invito capzioso che sa di tranello scontato e tendenzioso, del resto se fosse vero il contrario ben altri provvedimenti avrebbe disposto Conte in questi mesi.

Insomma passare sopra un comportamento sgradevole, insolente e inusitato, almeno per noi è grave ed è sbagliato, ecco perché il centrodestra se abboccasse all’ulteriore invito al confronto commetterebbe solo un errore pesante e fuorviante. Si tratta di una trappola alle opposizioni per cercare di coinvolgerle in quello che sarà il fallimento di ogni provvedimento futuro come è stato per ogni provvedimento già passato, del resto a Conte basterebbe dare un contentino al centrodestra per tirarlo dentro e annunciare il suo coinvolgimento.

Parliamoci chiaro questo governo è nato solo per bloccare quel voto democratico e naturale che avrebbe spazzato via sia Conte sia la compagnia cantante dei grillini e dei figliocci di Togliatti, dunque pensare che sia possibile trattare con questa maggioranza significa solo sprecare tempo e pazienza. Per farla breve questa coalizione, la più comunista, cattocomunista, forcaiola, statalista, pauperista e assistenzialista, non solo è visceralmente antagonista al centrodestra, ma lo detesta, tanto è vero che da quando è nata soprattutto contro Salvini e Meloni ne ha dette di tutti i colori, compresi i peggiori.

Dunque cosa mai si potrebbe trattare con Conte, quando i programmi del centrodestra e degli eredi del Pci fidanzati coi grillini sono diametralmente opposti, sulle tasse, sul contante, sulla giustizia, sul rilancio industriale, sui finanziamenti da offrire e reperire, sull’atteggiamento con la Ue, sul contrasto della crisi, sul concetto di Stato e del paese? Ovviamente meno di niente Pensate voi se poco poco i furbetti comunisti e cattocomunisti riuscissero a strappare qualche minimo consenso dal centrodestra sui provvedimenti si coprirebbero le spalle sia dai fallimenti che dall’inefficacia degli interventi, potrebbero dichiarare al mondo intero di aver condiviso le iniziative con l’opposizione, di essere stati aperti e democratici, di aver seguito la strada pluralista.

Insomma non solo il diavolo sta nei dettagli, ma se ti blandisce è per rubarti l’anima, capace di tutto pur di farla franca e la storia degli eredi di Togliatti, del Pci-Pds-Ds-Pd, della gioiosa macchina da guerra è tutta scritta, dai carri d’Ungheria, a tangentopoli, ai crucifige dei governi Berlusconi fino a Mario Monti e a tutto quello che è successi dopo. Per non parlare dei grillini che figli della stessa cultura hanno cambiato pelle mille volte senza cambiare il vizio originale dell’invidia sociale, del giustizialismo, dell’occhietto ai totalitarismi comunisti, del principio tasse e manette, dello sperpero statale contro l’idea dello sviluppo industriale e infrastrutturale a meno che non fosse a loro funzionale e provenisse dall’impero celeste, comunista e antioccidentale.

A questa gente che è incapace di governare, l’abbiamo visto a Roma, resta da fare solo un’opposizione netta e chiara, perché prima o poi torneremo al voto e saranno gli italiani piuttosto che il palazzo e le forzature a scegliere da chi farsi governare, con quale programma e quali idee. Questo governo ci sta portando dritti contro un muro, è dall’inizio che sbaglia scelte e decisioni, c’è poco da incontrare per trattare quando il punto di partenza per rilanciare, anzi, riscrivere l’Italia come dice Conte è l’esatto opposto, uno a ponente e l’altro a levante.

Qui non si tratta della passerella degli Stati generali, dai quali nulla è uscito che già non si sapesse e molto bene, del narcisismo autoreferenziale del Premier che nell’ennesima conferenza di chiusura li ha magnificati come un successo oltre misura, si tratta di matrice culturale, una comunista e l’altra liberale, punto. Ecco perché c’è poco di fare discorsoni pieni di paroloni come di sfondoni, perché sia chiaro da plus a virus sono latinismi che vanno pronunciati bene e non trasformati in vairus e plas come fossero inglesismi e ci sorprende che un esperto del diritto che è pieno di citazioni latine visto che il diritto privato è stato inventato dai romani, non li pronunci come sarebbe giusto, plus e virus.

Insomma per finire, Il centrodestra, accogliendo l’invito del colle ha già provato ad essere ascoltato, col risultato di una grossa presa in giro, ecco perché abboccare al nuovo trappolone sarebbe come dire, sbagliare è umano perseverare è diabolico, con la grossa differenza che il diavolo però sta tutto nel governo e nella maggioranza.