Covid 19: il Governo ha una strategia per il dopo?

Le economie di tutti i Paesi del mondo sono in apnea e il lockdown, più prima che poi, dovrà essere rimosso. Anche il nostro Governo, come quello francese, che ha annunciato tamponi di massa una volta allentate le restrizioni, dovrà mettere il pubblico a parte della strategia che ha in mente per il dopo. Molti commentatori lamentano proprio il deficit comunicativo dell'esecutivo che, finora si è limitato a dire ai cittadini quello che non si può fare e a divulgare il bollettino giornaliero di feriti e morti lasciati sul campo.

I lock down sono, ormai, generalizzati e anche i Paesi più riluttanti stanno uniformando le procedure emergenziali di contenimento (forse in ritardo...). Ma sono emergenziali, appunto, quindi solo temporanee, fino all'arretramento del l'epidemia a livelli più gestibili dai sistemi sanitari. Poiché non si può  fare affidamento sul bollettino dei contagi - visto che fotografano solo la punta emersa dell'iceberg pandemico - la fase discendente della  parabola si osserverà, realisticamente, solo quando caleranno gli unici numeri certi: quelli dei ricoveri e quelli dei decessi. Da lì in avanti le restrizioni potranno essere gradualmente eliminate e flessibilizzate. Ma bisognerà assicurarsi che la corsa dell'epidemia non riprenda ai ritmi anteriori. Ecco l'utilità dei test su larga scala annunciati dai cugini d'oltralpe.

Prima di tutto si dovrà mettere in sicurezza il personale sanitario, testando, periodicamente, medici e infermieri (oggi non sottoposti a tampone). Per poi sottoporre alla stessa procedura, con una certa cadenza, tutti coloro che lavorano negli esercizi commerciali e servizi, mano a mano, riaperti al pubblico o quelli che  sono alloggiati collettivamente in comunità, conventi, caserme, ospizi. Infine si dovranno testare, con un raggio circoscritto ma abbastanza ampio, le popolazioni all'interno dei distretti colpiti. L'individuazione più accurata dei contagiati consentirà di evitare il ripetersi di chiusure generalizzate e di restringere l'isolamento in quarantena ai portatori asintomatici, alle persone a loro vicine e ai focolai attivi e ad avere un quadro più realistico dell'andamento dell'epidemia.