Per un nuovo modello marchigiano

Pericoloso l’incrocio politico che si profila all’orizzonte: il Governo gialloverde che va, anzi no, poi forse: di certo il rischio di una crisi politica è sempre dietro l’angolo e lo sarà almeno fino alle prossime Regionali del 2020 con una quantità di finestre elettorali aperte quasi da provocare più di un tornado: settembre-ottobre 2018, gennaio-marzo 2019, o in contemporanea con le stesse elezioni regionali. Sullo sfondo, la precaria elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea con i decisivi voti dei 5 Stelle a rendere la cambiale in puro stile Prima Repubblica per aver fatto fuori il candidato leghista alla vicepresidenza del Parlamento e piazzando un loro candidato pentastellato. Far fuori Giancarlo Giorgetti da Commissario europeo può essere la goccia che fa traboccare il Governo, o forse no!

Matteo Salvini, contrariamente a come tutti lo vogliono descrivere, piddini in primis, si dimostra un politico di razza, paziente, riflessivo, ogni tanto sopra le righe ma ancora capacissimo di controllare la situazione. Sì, ma fino a quando? La pazienza ha i suoi limiti e chissà se il limite è la paura degli onorevoli per caso di non essere rieletti una volta sciolte le Camere? Si rischia, non rischia Salvini, qui rischia il Paese, l’Europa non vuole cambiare! Ne abbiamo avuto l’ulteriore conferma.

Di governi tecnici non c’è certezza, non penso tanto a Carlo Cottarelli, penso piuttosto a Mario Draghi che, libero da ogni incarico istituzionale, può essere la garanzia della Euro-Germania che il pericolo venga disinnescato. La stessa Germania che nei giorni scorsi, attraverso il suo ministro degli Esteri, ha riflettuto sul fatto che un’eventuale uscita dell’Italia dall’euro farebbe crollare l’economia tedesca. Ancora paura della svalutazione competitiva della lira, evidentemente.

In questo quadro tutt’altro che roseo arriviamo alle nostre povere Marche! Come saremo cucinati? Un Ceriscioli bis non si augura nemmeno come alternativa al condannato sul patibolo! Ma ci può pensare lo scalpitante Castelli? Ad ogni tornata elettorale si presenta alla porta girevole con uno stemma di partito per lui nuovo fiammante.

Mi si chiederà: ma allora Lei, Lorena Polidori, chi vorrebbe come candidato a governatore delle Marche? Beh, non c’è domanda a cui non risponderei con più interesse di questa:

Una ventata di aria nuova; una persona che ha dato prova di capacità nella vita lavorando prima di fare politica; uno che non vive di politica; uno capace di combattere come leader; uno che mantiene le promesse; uno che della correttezza ha fatto la ragione del suo distinguo; uno insomma che ci faccia di nuovo sognare.

Ecco, per uno così, uomo o donna che sia, io mi organizzerei seriamente insieme a tutti quelli che condividono le stesse mie sensazioni, per dare forza a un nuovo progetto che accantoni per sempre la stagione sinistra della nostra bellissima ma economicamente distrutta regione. Difficile? Voglio la controprova. Non se ne può più, organizziamoci!