Il partito dei parlamentari inutili

Giorni fa abbiamo avuto modo di leggere sui giornali di una sorta di manuale del parlamentare grillino.

Come tutte le attività complesse e complicate, non è che la funzione del deputato o del senatore non abbia bisogno di un “manuale di istruzioni” per quelle difficoltà pratiche che anche l’esperto di diritto costituzionale, lo studioso dei meccanismi istituzionali, deve superare nella quotidianità del compimento delle sue funzioni che, altrimenti, solo un’assai lunga pratica, una buona memoria e una attenzione particolare per le prassi e persino per la collocazione “topografica” di uffici e di funzionari debbono intervenire, solo con una lunga esperienza.

Ma il manuale del parlamentare grillino, che vorrei cercare di procurarmi, pare che arrivi ad “automatizzare” la dipendenza dei parlamentari stessi dal partito, cioè dai suoi “proprietari”. Manuale più che altro dell’obbedienza e del riflesso del “mandato imperativo”, che da quelle parti è articolo di fede. È il manuale del parlamentare obbediente. Il che, è persino superfluo che torni a ripeterlo, è la fine dello spirito delle istituzioni parlamentari e del Parlamento. Quel manuale è infatti il vademecum del dipendente della ditta Grillo, Casaleggio e compagni. Altro che “rappresentanti” ciascuno dell’intera Nazione!

Di quei parlamentari senza un Parlamento che sia tale e senza lo spirito della grandezza della funzione rappresentativa, nessuno sa che farsene. Ed essi stessi in vario modo danno atto del loro grottesco stato. Cercando, naturalmente, di estendere a tutti gli altri deputati e senatori il ridicolo di questa loro inutilità, espressa con la puntualità delle prescrizioni della loro obbedienza. E si regolano di conseguenza. Inutili. Quindi, male si fa a pagarli. Via, anzitutto, il vitalizio dopo una vita da fannulloni. E l’indennità parlamentare è meglio che, intanto, la restituiscano. Hanno quindi inventato nientemeno che il “restitution day”. Pare che abbiano detratto, in non so quanto tempo, due milioni di euro dai loro stipendi, che in questa grottesca giornata della “restituzione” (sì, restituzione, come fosse una refurtiva…) l’hanno destinati ad opere di soccorso in zone devastate da eventi naturali. Sono andati in Parlamento per offenderlo e mostrare l’inutilità del sistema. E dei parlamentari, cioè di se stessi. E governano (si fa per dire) senza il Parlamento, in base a non so quali e quante deleghe. Per lo più, con decreti delegati.

Sono inutili e lo sanno, lo sanno anche gli Italiani. Che, dunque, faranno bene a sostituirli quanto prima con altri, che non abbiano bisogno del manuale dell’obbedienza. Sono coscienti di essere inutili. E allora vadano via. Se no, cacciamoli!