Un esperimento incosciente

Mai era capitato di assistere a teatrini simili di Governo e di maggioranza, eppure la politica italiana, si sa, di teatro se ne intende eccome.

Certo qualcuno dirà, ma stavolta ci sta Beppe Grillo, un comico navigato, un teatrante nato, sarà pur vero, ma la realtà questa volta, supera davvero ogni fantasia. Non solo non sappiamo quale sarà la finanziaria del 2019, perché ogni giorno cambiano cifre, date, impegni, rispetto al prospettato, ma non sappiamo quale sarà l’indirizzo del Paese su ogni tema, economico e sociale.

Sì Tav, No Tav, Sì Tap, No Tap, la storia dell’Ilva, dell’Alitalia, le privatizzazioni e le statalizzazioni, inceneritori sì e inceneritori no, il ponte di Genova ai privati oppure alle imprese di Stato. Per non parlare di tanti altri provvedimenti, dal Global compact alla legittima difesa, sui quali quotidianamente si consumano gli scontri dentro l’alleanza, dentro un esperimento che dire incosciente è un eufemismo. Per converso si profilano approvazioni demenziali, sulle quali grillini e leghisti, hanno concordato, non per il bene del Paese, ma per convenienze elettorali e per poltrone da spartire. Basterebbe citare la fatturazione elettronica, lo spionaggio bancario sui conti personali, il decreto dignità che già fa danni, insomma scelte, che serviranno solo a peggiorare il clima sociale, i rapporti fra Stato e contribuenti.

Ecco perché parliamo di esperimento da incoscienti, ed ecco perché in giro fra le persone, aumentano il malessere e il malumore, la voglia di piazza. Oltretutto e qui c’è un nuovo assurdo, visto che il governo è fra contrari, le stesse piazze di sostegno all’esecutivo, si scontrano, perché una è leghista e l’altra è grillina, roba da matti e da non credere. Certo a ripensare gli sbagli fatti dopo il 4 marzo viene la rabbia, a partire dalla scelta del capo dello Stato di non dare il mandato al centrodestra in fondo è proprio da lì che è iniziata la sbandata. Le elezioni, in fondo, le aveva vinte la coalizione di centrodestra, non i grillini, e aver forzato per escludere a prescindere un Governo fra Salvini, Berlusconi e Meloni, sostenuto anche dall’esterno, è stato un grosso errore che oggi paga il Paese.

Come grosso e assai è stato lo sbaglio di Salvini di unirsi agli antagonisti di sempre, i grillini, era ovvio che ne uscisse fuori un mostro, un male e basta, i grillini sono comunisti, nulla potevano c’entrare con la Lega. Oltretutto l’idea che si debba almeno aspettare maggio per dare modo sia a Di Maio che a Salvini di contarsi, preoccupa e intimorisce, con questo Governo 6 mesi sono tanti, può succedere di tutto e la Francia insegna. Non sappiamo come finirà e quando, ci auguriamo presto per il bene dell’Italia, che di tutto ha bisogno fuorché di esperimenti da incoscienti, sappiamo però quello che faremo, quando torneremo al voto. Ride bene chi ride sempre ultimo.