L’ipocrisia e il diritto

Non c’è persona con un po’ di testa che possa pensare di risolvere il problema della fame e della disperazione dei popoli istigandoli alla fuga e illudendoli sull’accoglienza. È solo la gigantesca “ipocrisia” associata a interessi occulti che spinge da tempo al buonismo fasullo a favore dell’accoglienza senza limiti, sulla base del diritto e della “umanità”.

Ora, al netto della scelleratezza politica con la quale i governi di centrosinistra spalleggiati dalla Chiesa hanno accettato soluzioni assurde e insostenibili per il Paese, Malta è indifendibile. Sul cosiddetto “diritto” infatti ci si può crogiolare all’infinito, utilizzando per questo i mille cavilli che nasconde in quanto tale in tema d’interpretazione. Del resto se così non fosse non esisterebbero i “principi del foro” e avremmo risolto per sempre il bene e il male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, il confine tra quel che si deve e quel che non si deve; insomma, avremmo scoperto la verità assoluta. Per non parlare del fatto che intorno al dramma dell’immigrazione tutta l’Europa è inadempiente e ipocritamente si appella a norme e regole che, appunto, sono diversamente interpretabili e fanno acqua da ogni parte. Per questo l’Italia è stata lasciata sola, perché per un verso si è autocondannata e per l’altro sull’accoglienza e sui porti di prossimità ognuno propone la sua interpretazione autentica.

Qui non si tratta infatti del soccorso occasionale o del salvataggio di una nave in panne, oppure di un battello, quale che sia, in difficoltà e pericolo, ma si tratta di ben altro purtroppo. Si tratta di un fenomeno drammatico, epocale, utilizzato oltretutto per lucrarci sopra da tanti criminali più o meno conclamati, che non può risolversi né col diritto del mare né tantomeno con l’ipocrisia. Una catastrofe simile si affronta con la forza della ragione e del realismo politico che le grandi democrazie occidentali “oneste” non dovrebbero non possedere. Serve un piano immenso e rapido da attivare con ogni mezzo, anche con forze di pace multinazionali, di interventi, sostegno, aiuto, a favore dello sviluppo e della crescita sociale e culturale democratica, oltreché di formazione di quelle zone.

È chiaro a tutti, infatti, che senza questo nelle zone di guerra, Libia per prima, non scoppierà la pace da sola, come altrove il benessere e la stabilità, senza questo, i barconi e il dramma continueranno. Insomma basta ipocrisia, basta opportunismi sul diritto e basta soprattutto col menefreghismo insopportabile di Malta e di molti altri nella Ue. Per farla breve, un gigantesco piano economico e strutturale ultradecennale, da attivare subito. Questo serve, altrimenti non se ne esce, punto. Ecco perché la decisione di Matteo Salvini sui porti in questo senso può essere lo stimolo all’apertura immediata di un tavolo Ue, per affrontare con realismo e condivisione il drammatico problema. Svuotare l’Africa per portarla altrove è una folle ipocrisia oltreché una ingiustizia morale verso quei territori che hanno bisogno di crescere, svilupparsi e aprirsi al benessere e alla democrazia, né più né meno che tutti gli altri.