Usa, sparatoria a festival in California: 4 morti e 15 feriti

Una sparatoria in California ha provocato quattro morti e 15 feriti. La mattanza è avvenuta nella giornata conclusiva del Gilroy Garlic Festival di San Josè, una manifestazione dedicata al cibo che ogni anno attira migliaia di appassionati. Tra le vittime ci sarebbe un bimbo di sei anni e il killer. Ad aprire il fuoco sarebbe stato un trent’enne, armato di fucile, che è stato ucciso dalle forze dell’ordine. Naturalmente, si è scatenato il terrore. Secondo un testimone l’attentatore indossava un giubbotto antiproiettile e pantaloni stile militare. “Era in grado – ha detto – di sparare tre o quattro colpi al secondo. Sparava in tutte le direzioni. Era preparato per il gesto”. Gli investigatori non escludono la pista di un secondo sospettato che potrebbe avere avuto un ruolo di supporto.

Secondo quanto dichiarato da Jack van Breen, il cantante del gruppo Tin Man che si stava per esibire al festival, l’uomo indossava una maglietta verde e un fazzoletto sul grigio intorno al collo. Sembrava avere un fucile d’assalto. Quando ha iniziato a sparare il gruppo si è nascosto e van Breen ha sentito qualcuno chiedergli: “Perché lo fai?”. “Perché sono molto arrabbiato”, è stata la risposta. “Sembrava volesse uccidere il maggior numero di persone possibili”, ha raccontato un’altra testimone. Il presidente americano Donald Trump, attraverso un tweet aveva condannato l’episodio di sangue: “Chi ha sparato non è stato ancora fermato. State attenti!”.

Naturalmente, la sparatoria ha riaperto il dibattito sulle armi negli Stati Uniti. Intanto, la Cnn ha riportato che sulla scena del crimine è stato rinvenuto un fucile. Marie Blankley, il sindaco di Gilmroy, ha parlato di una “tragedia”. Per il governatore della California, Gavin Newsom è un fatto “orribile”. Kamala Harris, la senatrice democratica candidata alla Casa Bianca, ha espresso la sua vicinanza alla cittadina della California. “Nel nostro Paese – ha detto – c’è un’epidemia di violenza con armi da fuoco che non possiamo tollerare”.