Vincerà la democrazia

Winston Churchill, in un memorabile discorso tenuto alla Camera dei Comuni del Regno Unito, nel novembre del 1947, sostenne: “È stato detto che la democrazia è la peggiore forma di Governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”.

È ancora valida la tesi del grande statista inglese? Sono state sperimentate migliori forme di Governo? Secondo alcuni, la migliore forma di un Esecutivo, per l’Italia, è la tecnocrazia. Siamo, purtroppo, ancora un Paese a sovranità limitata e sotto tutela. Per la sinistra, il faro è l’Unione europea e il tutor gli Stati Uniti d’America. L’intervista di Marco Damilano a Bernard-Henri Lévy (sulle reti del servizio pubblico Rai, pagato da tutti) è una tra le tante affermazioni di “intellettuali”, “giornalisti” e “opinionisti” stranieri schierati a sinistra che considerano la democrazia in Italia un pericolo. Il risultato delle urne è considerato legittimo, se vince la sinistra. Se le elezioni premiano il centrodestra, non possono e non devono essere riconosciute. La giustificazione delle loro tesi è che “anche Adolf Hitler e Benito Mussolini furono eletti democraticamente”.

Lo schieramento internazionale del potere finanziario, attraverso i giornali da loro influenzati, si è attivato per cercare di condizionare (“interferenze legittime”) il processo democratico e le elezioni nel nostro Paese. Il pericolo, per gli gnomi della finanza, non sono più da decenni le sinistre al Governo ma gli Esecutivi a guida conservatrice. Ossia Governi di centrodestra – è inaudito – che privilegiano l’autonomia e la sovranità dei Paesi da loro governati, nell’interesse dei cittadini.

La gauche divine è stata normalizzata e asservita alla grande finanza internazionale. I partiti di sinistra sono votati da una minoranza che vive nelle zone residenziali e nei centri storici delle città.  Non conoscono l’alea connessa a qualsiasi attività imprenditoriale o di lavoro autonomo. Fare impresa, in Italia, è un atto di vero e proprio eroismo. I piccoli e medi imprenditori svolgono la loro attività rischiando i loro capitali e il loro stesso lavoro. Gli impiegati e gli operai vivono a stretto contatto la realtà dell’azienda. Spesso, nelle officine e nelle piccole fabbriche è difficile individuare chi è il titolare dell’impresa e chi è un dipendente. Questi piccoli imprenditori sono considerati dei buzzurri. Gente che, tendenzialmente, è un evasore fiscale. Non sanno che gli stessi lavoratori votano per il centrodestra, perché conoscono il valore dell’impiego.

I partiti di sinistra sono in larga maggioranza votati da chi non rischia e percepisce redditi certi, ovvero dai dipendenti della grande impresa, dagli impiegati pubblici, dai pensionati e dagli assistiti. Il Partito Democratico è diventato l’organizzazione politica che ha, come obiettivo, il potere per il potere. Negli anni, ha saputo penetrare tutti i gangli della Pubblica amministrazione. Nei governi a loro guida hanno reso possibile il saccheggio dei gioielli del made in Italy e delle nostre banche, in nome di un europeismo che ci ha resi sudditi. L’Italia del dopo 25 settembre saprà, anche contro le oligarchie, riportare il Paese al posto che gli compete nei consessi internazionali. Gli imprenditori italiani sono forti, nonostante i politici italiani!