Governo: è meglio tirare a campare?

È inconcepibile che un grande Paese come l’Italia, secondo gli interessati opinionisti di parte, nazionali e internazionali, non abbia personalità in grado di sostituire Mario Draghi. Prima o poi, a mio avviso meglio prima, ci dovranno essere le elezioni politiche democratiche anche nel Belpaese. Lasciare in vita un Governo che “tira a campare” e che non ha una visione politica di legislatura è devastante, poiché rinvia la soluzione dei problemi.

L’unica prospettiva che si è dato l’Esecutivo è affrancarsi i fondi (molti a debito) del Pnrr che è diventato, nell’immaginario collettivo, la panacea di tutti i mali che affliggono lo Stato. Presto ci si renderà conto che i finanziamenti e il contributo a fondo perduto vengono attinti dal bilancio europeo, al quale partecipa anche l’Italia come terzo contributore. E l’entusiasmo sarà ridimensionato. Il Paese ha bisogno di vere riforme che solo un Governo politico può attuare.

Questo Esecutivo, sorretto da parlamentari che da anni non rappresentano il sentire degli elettori, forse riuscirà a sopravvivere alle turbolenze dei pentastellati non “nell’interesse del Paese” ma per permettere ai “baciati dalla fortuna” di raggiungere il traguardo dell’agognato vitalizio e mantenere, così, fino alla scadenza la ricca indennità parlamentare. Provate a immaginare che cosa succederà se sarà ancora questo Governo a predisporre la legge di Stabilità per il 2023. Ogni singolo partito della anomala maggioranza, in vista della chiamata alle urne per il rinnovo del Parlamento, avrà la necessità di ottenere delle prebende elettorali a danno delle finanze pubbliche. Sarà l’ennesima dimostrazione dell’inaffidabilità della classe politica italiana. E quindi l’Unione europea avrà ancora una volta ragione nel ritenere necessario il commissariamento di fatto del nostro Paese. Sono certo che l’azzeccagarbugli del popolo nell’incontro con Mario Draghi farà la solita pantomima. I due troveranno il compromesso di facciata per giustificare il sostegno al Governo fino a fine legislatura. Il capo dell’Esecutivo sa che Giuseppi ha le unghie spuntate, in quanto molti parlamentari dei Cinque Stelle che gli sono rimasti “fedeli” si darebbero coraggiosamente alla fuga verso lo scissionista Luigi Di Maio o verso il Gruppo misto.

L’unica mia speranza è riposta in un colpo di coda di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che potrebbero ritirare il sostegno a un Governo che guarda solo a sinistra e che li danneggia politicamente. È probabile che, con il supporto di Sergio Mattarella, si riuscirà a garantire una maggioranza raccogliticcia per completare il mandato. Poco male. I partiti di centrodestra potrebbero lavorare, dall’opposizione, a un programma politico che dovrà porre rimedio alla peggiore legislatura dell’Italia repubblicana. Lasciamo a Sergio Mattarella, Mario Draghi e ai loro alleati di sinistra e dei Cinque Stelle lo sfascio delle finanze pubbliche. Non si può più essere complici di un Esecutivo “che tira a campare per non tirare le cuoia”!