Esiste ancora un principio di legalità?

Un Gaetano Pecorella in grande spolvero (ri)apre un confronto purtroppo relegato, causa la pandemia, ai margini del dibattito sul principio di legalità. L’adesione in parte condizionata al fronte della law in action, che nell’immaginario collettivo si contrappone alla trincea della law in books, offre una prospettiva di esame del principio di legalità di cui dovremmo discutere. Mi riferisco al fatto che non è in alcun modo certo che la law in action trovi alloggio nel principio di legalità inteso nella sua accezione tradizionale e condivisa. Piuttosto – ma, qui, si cambia registro – ci si dovrebbe chiedere quale sia la tenuta di quel principio (così come lo conosciamo) alle spinte intrusive del diritto giurisprudenziale e della dottrina (sempre ammesso che quest’ultima goda ancora della considerazione che meriterebbe).

Lo scritto di Pecorella, a mio avviso, ci riporta davanti a quel bivio che troppe volte abbiamo inteso evitare. La contrapposizione è sempre la stessa: kelseniani e naturalisti. Per questi, i principi si interpretano e si arricchiscono; per noi, invece, si osservano e si delimitano. Leggete, comunque, Gaetano Pecorella: un gigante in un mondo sempre più povero. Il resto domani.