Il peccato di Salvini

Secondo Ezio Mauro, autore dell’editoriale su la Repubblica, Matteo Salvini avrebbe commesso il peccato di hybris, il peggiore del catalogo.

Anche Eva, se proprio vogliamo dirla tutta, incappò nella medesima colpa, cedendo alla tentazione del demonio. Se Mauro ha ragione - e potrebbe averla - noi dovremmo cercare il demone che ha tentato Matteo. Demone che, ovunque abiti, è “altro” rispetto al Matteo di cui parliamo e, mi pare, ha conoscenza profonda del sistema in cui viviamo noi, i mortali.

Io credo di averlo individuato, il tentatore: è kronos, il tempo. Noi non potremo mai essere come Dio, che è fuori dal tempo, destinati come siamo a subirne le ingiurie e le conseguenze. Il tempo, pensiamo, cambia le cose e noi, per dominarlo, pretendiamo di farci come Dio. Principalmente, non vogliamo morire. Ecco.

L’hybris, dunque, non è arroganza, ma timore della fine. Salvini, in questo senso, ha fatto bene: il tempo lo avrebbe consumato. Ora, però, prenda atto che, oltre a kronos, c’è anche Minerva, dispensatrice di consigli ragionevoli.