Gualtieri e dintorni

Il ministro dell’Economia è senza dubbio un uomo di valore. Del resto, nessun presidente, meno che mai quello in carica, permetterebbe mai l’assegnazione dell’incarico ad un mediocre.

È un uomo di qualità e per bene. È comunista, però. Lo è per le sue idee, per le sue amicizie (Lula), per i suoi punti di riferimento. Risparmiatemi, per favore, i soliti distinguo: Roberto Gualtieri è comunista nell’anima e, permettetemi, è un buon comunista.

Ora, qualcuno dirà che la sua presenza ha contribuito al crollo dello spread. Vero anche questo. L’economia reale, purtroppo, è ancora quella del mese scorso. Quindi, il calo del tasso di remunerazione dei titoli di Stato non dipende dall’economia, ma dalla fiducia dei grandi investitori (che curano i loro interessi) e dalla necessità di ricapitalizzare le nostre banche (fatevelo spiegare da Pier Carlo Padoan, senza interromperlo).

Dunque, Gualtieri è comunista. Il contrario di quello che piace a me. Spero non duri troppo a lungo. In politica, io difendo i miei interessi non quelli degli altri, non faccio il fariseo. Sono parziale, fazioso e mai obiettivo.