La manovra fiscale all’esame del Parlamento

Numerosi sono stati gli interventi fiscali a favore della crescita nella “manovra” che sarà presentata in Parlamento tra pochi giorni. Bocciatura della Commissione europea a parte, nel testo uscito dal Quirinale c’è la pace fiscale, un inizio di flat tax, fondi per l’assunzione delle forze dell’ordine e per i truffati dalle banche, mentre, come noto, sono stati stralciati il “Reddito di cittadinanza” e la “Quota 100”. Non c’è neanche il cosiddetto “saldo e stralcio” cartelle 6%,10% e 25% in base all’Isee per le persone fisiche e all’indice di liquidità per le imprese per cui, salvo emendamenti in parlamento, i contribuenti non si potranno avvalere di tale opportunità.

Di seguito le novità presenti nel testo approvato dal Consiglio dei ministri che potrà essere modificato durante l’iter parlamentare con l’approvazione definitiva, prevista entro la fine di dicembre. Si segnalano, in particolare: la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote Iva (cosiddette “clausole di salvaguardia”) per l’anno 2019, una riduzione degli aumenti per gli anni successivi e una parziale sterilizzazione dell’aumento delle accise per l’anno 2019 e, in misura minore, per gli anni successivi (articolo 2); l’eliminazione dell’aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché sul gasolio usato come carburante, previsto a copertura dell’Ace (articolo 3); l’estensione del regime forfettario, con imposta sostitutiva unica al 15 per cento, ai contribuenti con ricavi o compensi fino a un massimo di 65mila euro, semplificando le condizioni di accesso (articolo 4); l’introduzione di un’imposta sostitutiva al 15 per cento sulle lezioni private e ripetizioni svolte da docenti titolari di cattedra nelle scuole di ogni ordine e grado (articolo 5); un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap, con aliquota al 20 per cento, per gli imprenditori individuali ed i lavoratori autonomi con ricavi fino a 100mila euro (articolo 6); il riporto illimitato delle perdite per tutti i soggetti Irpef, a prescindere dal regime contabile adottato; le perdite sono rese riportabili agli esercizi successivi, nel limite dell’ottanta per cento dei redditi conseguiti in tali esercizi, per l’intero importo che vi trova capienza (articolo 7); un’aliquota Ires agevolata al 15 per cento (in luogo del 24 per cento) a parte del reddito delle imprese che incrementano i livelli occupazionali ed effettuano nuovi investimenti, nonché l’applicazione di tale agevolazione alle imprese soggette a Irpef (articolo 8); l’estensione della cedolare secca ai contratti di locazione relativi a locali commerciali fino a 600 mq di superficie (articolo 9); la proroga e rimodulazione del cosiddetto iper-ammortamento, (articolo 10); la proroga al 2019 delle detrazioni per interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (articolo 11), nonché della detrazione del 36 per cento per interventi di sistemazione a verde (articolo 12); la modifica del credito d’imposta per spese di ricerca e sviluppo, con l’abbassamento della quota agevolabile (salvo specifiche ipotesi) dal 50 al 25 per cento, nonché dell’importo massimo per impresa da 20 a 10 milioni (articolo 13); la conferma, a regime, dell’importo di 90 euro dovuto per il canone Rai per uso privato, già fissato per il 2017 e il 2018 (articolo 14); l’ampliamento del credito d’imposta per le erogazioni liberali destinate a interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive (sport bonus, articolo 47).