Un tango per me, la danza di un medico

Ian-Lilyth Albani è lo pseudonimo del medico-scrittore di Un tango per me, suo testo letterario d’esordio. Ci si specchia facilmente nel personaggio principale, Pietropaolo Rosacroce, il protagonista che, profondamente condizionato dai suoi rapporti personali nel corso della sua vita, trasferisce sul lettore le malinconie e la consapevolezza di quanto sia alto per alcuni il prezzo da pagare per un po’ di serenità, per taluni è scontata, per altri invece è trovare vie di fuga, bisogno di metabolizzare, fermarsi, capire. La vita di Pietropaolo Rosacroce è sottolineata da un’infanzia semplice, improvvisamente complicata dalla perdita di qualcuno che gli è caro. Dopo un’adolescenza complicata, dove tutto era percepito come un disagio, si sentiva inadeguato, insicuro della persona che stava diventando, non all’altezza, temeva di essere criticato e rifiutato, non era soddisfatto di sé stesso e pensava di essere brutto. Saranno amicizie femminili a tirarlo fuori dal guscio e a fargli da sponda. La sua vita cambia e nel tempo anche il suo punto di vista in modo radicale.

Ma la sua vita rimarrà tormentata. Le donne saranno sempre il centro di momenti di svolta nel bene o nel male. Il suo racconto è accelerato, come se volesse arrivare subito alla sofferenza, e poi alla soluzione, basta che tutto ciò che accade, anche quando si tratta di un ricordo piacevole, presto finisca. Persino le cose belle non è sicuro di meritarle, teme che siano evanescenti e le vive come se le guardasse dall’esterno. Il nostro protagonista fa un bellissimo lavoro, è un medico, aiuta gli altri e gli riesce benissimo. Nel suo mondo è molto amato, dai suoi pazienti e dai loro familiari, quanto detestato dai suoi superiori per l’invidia che scatena con i suoi successi nel campo della ricerca e per il modo in cui sa organizzare il lavoro. Rosacroce fa una fatica enorme a mantenere in equilibrio professione, vita privata e vita interiore. Non sogna più, anche quelli costano cari e i problemi economici lo attanagliano, perché pure a casa le cose si mettono male, sua moglie, che con lui ha condotto una vita agiata, lo abbandona in un modo davvero inaspettato per quello che è la loro condizione sociale e culturale. Lei si lega a credenze tipiche di un mondo credulone e poco elevato, piuttosto che stare vicino al marito e sostenerlo. Così fra i due ci sarà una frattura insanabile e Rosacroce, non avendo le forze e la capacità di riparare e far fronte alla perdita, si ritrova solo.

Sperimenta la compagnia di tante donne, che incontra attraverso il ballo del tango, una musica che ammalia, avvolge e colma la solitudine di qualche serata. Quella musica affascinante diventerà la colonna sonora di tutto il resto della sua vita. Il tango, una danza inconfondibile, che non puoi eseguire, perpetuare, se non hai raggiunto un certo livello di consapevolezza di te, è un ballo maschilista che consiste in un abbraccio frontale fra una donna e un uomo, dove l’uomo guida e la donna segue. Si procede in una sorta di camminata molto sensuale durante la quale l’uomo tiene con la mano destra, stretta e decisa, a sé la schiena della donna e con la mano sinistra le tiene la mano.

Se balli il tango non puoi più sentirti inadeguato, a disagio, non all’altezza. Non puoi più temere di essere rifiutato o pensare anche lontanamente di essere brutto. Il romanzo si presta a diverse chiavi di lettura al di là della storia in sé, perché ci coglie tutti in flagrante, nel pieno di tante emozioni certamente vissute. Per chi vuole quindi rievocare certe sensazioni e tentare di sconfiggerle, per chi vuole rinchiudersi in compagnia di personaggi simili a noi, tragicamente o ironicamente veri, insieme a loro, buoni o cattivi che siano, troverà una boccata di ossigeno.

Un tango per me di Ian-Lilyth Albani, Scuderi editrice, 2021, 15 euro

@vanessaseffer